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17 Apr
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Intervista all'autore doppia - Mariachiara Leone Antonietta Frasca

Intervista all'autore doppia - Mariachiara Leone Antonietta Frasca

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?


M. Sono nata a Napoli ma cresciuta a Casalnuovo dove abito tutt'ora. Sono una persona molto impulsiva e determinata ed è per questo che inseguo quelle che sono le mie passioni cercando sempre di dare il massimo di me. Non mi piace darmi dei limiti ed è per questo che scrivere per me non è possibile collocarlo in una decisione precisa.

Fin da piccina tenevo dei diari giornalieri dove raccontavo le miei impressioni quotidiane, i miei malumori quindi posso dire che ho sempre scritto e che la mia vera e propria occasione è capitata qualche tempo fa quando la mia collega, con il quale ho collaborato per la realizzazione di questo libro, mi ha appunto chiesto di scrivere a quattro mani al fine di rendere possibili le idee che aveva messo su carta.

A. Sono sempre stata una persona molto creativa e non mi fermo mai alle apparenze che si tratti di una persona oppure di un evento della quotidianità. Tendo ad andare sempre oltre ciò che i miei occhi percepiscono. In un periodo un po' buio, per evadere da una serie di situazioni problematiche, ho iniziato a mettere su carta alcune idee per un libro. Nel corso del tempo scrivere è diventato una sfida con me stessa mettendo in gioco tutte le mie capacità. Posso affermare dunque con certezza che non c'è stato un tempo preciso in cui ho deciso di dedicarmi a questo mestiere è stato piuttosto una cosa naturale.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

M. Ho sempre avuto l 'abitudine di tenere un diario nel quale al termine di ogni giornata riversavo malumori, emozioni e impressioni, come ho detto appunto nella domanda precedente. Questa abitudine ormai l 'ho persa un po' ma sicuramente amo scrivere di sera quando cala il silenzio e puoi quasi sentire la voce dei tuoi pensieri mentre prendono vita attraverso l 'inchiostro. Visto che la vita è sempre più frenetica amo ritagliarmi questo momento intimo solo con la carta, me ed il mondo che finalmente tace e si riposa.

A. Non ho un momento in particolare della giornata che dedico alla scrittura. Scrivo quando sono ispirata. Mi capita molto spesso infatti di accantonare l'attività che sto' svolgendo per appuntarmi luoghi, fatti, cose e personaggi che popolano i miei pensieri prima che me ne dimentichi.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

M. Sono una lettrice accanita e divoro ogni libro che mi trovo sotto mano. Non ho un genere in particolare che mi appassiona più degli altri ma ho sicuramente un autore che ammiro e stimo molto per il suo modo di scrivere e per la capacità di saper cogliere anche le sfumature più sottili del genere umano e si tratta di Carlos Ruiz Zafòn.

A. Senz'altro J.K.Rowling. Trovo che sia un magnifico esempio di caparbietà nell'inseguire un proprio sogno. Ne ammiro la maestria con cui ha creato un mondo che ha fatto sognare generazioni intere di giovani e adulti.



4. Perché è nata la sua opera?

M. La nascita dell'opera la devo soprattutto alla mia collega che mi ha spronato a collaborare con lei per questo libro. Se dovessi definire da quale stato d'animo nasce direi senz'altro dalla voglia di riscatto da tutta una serie di scelte sbagliate che mi hanno però condotto poi a questo traguardo importante.

A. La nascita di quest'opera per me rappresenta una possibilità poiché avevo l'esigenza di un cambiamento radicale.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

M. Il contesto sociale e soprattutto il contesto familiare hanno notevolmente contribuito alla mia formazione letteraria. Mia madre è una grande appassionata di libri e mi ha trasmesso l 'amore per la lettura . Mio padre alla fine della giornata, nonostante la stanchezza legata al lavoro, radunava me, le mie due sorelle e mio fratello per raccontarci la fiaba per farci addormentare. Sono cresciuta con dei valori saldi e con una forte identità e con l' avanzare degli anni fortunatamente non ho mai perso di vista la cosa principale e cioè essere grati per le cose che si hanno nella vita.

A. Nella mia formazione letteraria più che il contesto sociale in cui vivo ha influito moltissimo il contesto familiare. Devo soprattutto a mia sorella la scoperta per la lettura e specificatamente la passione per un genere particolare ed affascinante come il Fantasy.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

M. Ho sempre scritto per liberarmi da qualsiasi stato d'animo e poter affrontare il giorno futuro senza i pesi del giorno passato. Detto questo quindi sì, in passato ho scritto raccontando la realtà che mi circondava mentre oggi scrivo cercando di mantenere lo stupore e perché no, dare più spazio all'immaginazione che alla razionalità.

A. Scrivere per me è un' evasione dalla realtà ma non solo poiché in tutto ciò che scrivo l' ispirazione proviene sempre da tutto ciò che mi circonda.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

M. Si tratta di un'opera a quattro mani e come tale ci sono tanti ingredienti di entrambe le personalità che hanno fatto prendere vita quest'ultimo. In quello che ho scritto sicuramente ci sono le lezioni di vita che ho imparato e la voglia di affrontarla con una speranza sempre crescente. Un personaggio del libro racchiude molto della mia personalità ma non vi svelo altro.

A. In tutto ciò che ho scritto c'è tutta la mia immaginazione e fantasia quindi posso affermare con estrema certezza che c'è tutta me stessa.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

M. Senz'altro la mia famiglia ed alcuni amici che mi hanno aiutato molto in particolare quando il lavoro diventava pesante e lo scoraggiamento era dietro l'angolo. In quei casi appunto mi hanno sempre sostenuto con il loro affetto ed il loro credere nelle mie capacità.

A. Sicuramente la mia famiglia e in particolare i miei amici più cari che mi hanno sostenuto ed aiutato a realizzare questo progetto.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

M. Ho voluto riservare la sorpresa per i miei familiari quindi non ho fatto leggere nulla fin quando non ho avuto il romanzo cartaceo da far vedere e appunto leggere.
Le tre persone che hanno letto il libro quando ancora era in uno stato embrionale sono stati degli amici cari.

A. Mia madre è stata la prima a cui l'ho fatto leggere.




10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

M. Spero che con l'avanzare degli anni possano ancora esistere i libri cartacei e di conseguenza le librerie che per me, rappresentano da sempre un posto magico che raccoglie i pensieri dell'umanità tanto quanto i musei che raccolgono il patrimonio che il genere umano lascia alle generazioni future e per questo sono istituzioni culturali che vanno valorizzate e preservate nel tempo. Credo per questo che, il giusto equilibrio tra questi due elementi sia la loro coesistenza cioè l'E-book con le opportunità che offre ed il libro cartaceo con il suo odore e la sua magia.

A. Mi ritengo sull'argomento E-book una conservatrice ossia per me quest'ultimo non avrà mai il fascino e la magia che può regalarti un libro cartaceo.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

M. Penso che sia come l'innovazione dell'E-book una nuova frontiera che però va inserita con equilibrio a ciò che già è preesistente. Per esempio spero che l' audiolibro non sostituisca mai un padre o comunque un genitore che legge ai propri figli un racconto o una fiaba. Visto da un 'altra prospettiva l' audiolibro potrebbe essere una grande innovazione per i lettori con un handicap quale la cecità. In sintesi dipende dunque dal modo in cui si guarda e nel contesto in cui va inserito.

A. Se considero specificatamente i lettori con un handicap quale quello della cecità ritengo che sia una grande opportunità e innovazione. La ritengo invece meno innovativa guardata da un punto di vista diverso da questo.

 

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Venerdì, 17 Aprile 2015 | di @Carmine Morriello

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