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17 Dic
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Intervista all'autore - Sabrina Quartieri

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

La mia infanzia è trascorsa in un casolare della pianura Padana in provincia di Bologna. Sono cresciuta tra trattori e alberi, a rincorrere gli uccellini, a giocare con la terra, dormendo all'ombra di un carro, mentre i miei genitori lavoravano la terra in affitto. Ho sofferto un pò di solitudine, timida e riservata, le colpe erano tutte mie, se qualcosa capitava attorno a casa.



2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Il cavaliere nell'armatura arrugginita di Robert Fisher ( breve , ma con uno stile vivace e a volte ironico). descrive un simbolico cammino di crescita , in cui, il cavaliere incontrerà amici che lo aiuteranno a scoprire se stesso, e la sua capacità di essere persona nuova e libera. Ma non raccontiamo com’è la storia altrimenti, la curiosità di leggerlo svanisce .



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?

La tecnologia può aiutare la divulgazione della lettura ovunque per il minor costo e per la possibilità di leggere nelle attese lunghe sui dispositivi informatici che oramai sono molto diffusi. Ma il piacere di sfogliare , sentire l'odore della carta , il rumore dello sfogliare , lo sguardo che avanza nella lettura è un' emozione diversa e forse più intensa. Vedere il libro appoggiato che, quasi, ti dice : leggimi, è diverso che il touch per sfogliare sul tablet o sullo smartphone.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Un colpo di fulmine che a volte si intrufola nella mente come necessità, ti avvolge e ti accompagna per un poco, poi ti lascia e ti riprende. Fino a giungere alla fine di un percorso dove si può esprimere l'Amore o un' Odio che direttamente o che attraverso esperienze di altre persone abbiamo vissuto.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Passati i 50 anni , mi sono chiesta: cosa ho fatto io? ma io cosa ho realizzato, generato? Si certo sono mamma, ma qualcosa di mio, che non si intrecci con le altre vite. Allora ho pensato di concretizzare questo sogno che avevo nel cassetto. Ho raccolto alcuni scritti che avevo qua e là, e ho cercato di farli diventare un racconto. L' ho fatto leggere ad un amico che mi ha detto è troppo pesante e all'insegnante di psicologia che invece le è piaciuto . Cosi ho iniziato a realizzare quel sogno.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Scrivere aiuta a non rimanere soli in preda alle onde anomali che la vita ci sommerge. Non è mai troppo tardi per iniziare a scrivere se stessi e la Vita.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Ho sempre avuto molto difficoltà nel dialogo, nella formulazione di una corretta formulazione della comunicazione, in quanto chi incontravo era sempre più erudito di me, e a volte mi metteva in imbarazzo. Lo scrivere, in segreto, mi ha aiutato ad essere più libera, a capirmi meglio, rileggendomi.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Con piacere, direi di no. E' stata la rabbia di non poter parlare delle mie onde anomali e il dover ascoltare sempre quelle degli altri, che ha fatto nascere in me la voglia di andare oltre al quel silenzio che mi era imposto dagli altri, perché non volevano ascoltare le tinte belle o violente di cui avevo fatto esperienza nella mia vita .



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Deciso che volevo fare qualcosa per me.....e che stava prendendo forma , l’ ho portato a termine. Sono consapevole non è un capolavoro , dovrei anche completarlo e scriverlo meglio, ma per me lo è: è il mio capolavoro.



10. Il suo autore del passato preferito?

Giacomo Leopardi con ' L'infinito' dove è presente un passaggio tra ciò che vediamo, sentiamo e ciò che immaginiamo, ricordiamo e raccontiamo. Dove la stasi porta a un'estasi, dove tempo e spazio possono essere superati dal piacere dell'Infinito che nessuno può rubare. Un luogo dove il proprio io si annega in un confronto continuo tra limite e infinito, tra suoni della realtà e il silenzio dell'eternità.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Un servizio prezioso per i non vedenti e anche per chi ha voglia di udire la narrazione di racconti vissuti da personaggi o vite diverse , magari sostituendo l' accensione della tv. Ricordo che da bambina aspettavo la sera che la radio raccontava attraverso la voce racconti e storie, perché i miei genitori non avevano tempo per raccontarmi nulla.  

 

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Mercoledì, 17 Dicembre 2014 | di @BookSprint Edizioni

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