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BookSprint Edizioni Blog

01 Dic
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Intervista all'autore - Michele Coccia

l) Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?


Fin da bambino ho avuto una spiccata e naturale predisposizione per il disegno, una passione che andò sempre più rafforzandosi nel corso degli anni, sebbene subisse frequenti interruzioni a causa della mia professione di architetto e di insegnante di scuola media Quando potevo, però, tornavo ben volentieri ai miei pennelli e ai miei colori per sperimentare nuove tecniche pittoriche e nuovi linguaggi. Con il tempo la mia pittura subì profonde trasformazioni, assumendo sempre più un'impostazione più libera perdendo cosi quella patina di statico e di accademico che tanto aveva caratterizzato la pittura dell'ottocento.

A scuola le materie che prediligevo erano le materie scientifiche e quelle che non sopportavo erano le materie umanistiche e in primis il latino dove i voti di merito erano piuttosto scadenti. Una volta però, strano a dirsi, presi il voto più alto della classe. Merito mio? No davvero. Avevo copiato male dal compito del mio compagno di banco. E, come era naturale, il voto fu affiancato da un bel punto interrogativo che prendeva più di mezza pagina e con una dicitura che suonava come una condanna. <<"Bravo, hai fatto un bel lavoro da amanuense!>> mi disse il mio professore. I miei primi disegni di bambino erano colonne di carri armati che si inerpicavano su per le colline, squadriglie di aerei che spuntavano da dietro le nuvole e flotte di navi che si affacciavano minacciose all'orizzonte. A questa prima fase logistica, seguiva il momento dell'attacco. Numerose bocche dì fuoco si attivavano dai vari schieramenti e la scena diventava incandescente. Navi che andavano giù a picco, caccia bombardieri che sganciavano bombe e truppe di terra che si affrontavano persino all'arma bianca. Alla fine del conflitto sul foglio non rimaneva che un groviglio di linee spiralate che annientavano tutti gli schieramenti. La battaglia che conducevo sembrava così vera ... da lasciare di stucco chi mi avesse ascoltato. I colpi di cannone, il rombo degli aerei e le truppe dì terra che andavano all'attacco erano da me così ben imitati da farmi sentire un autentico stratega. Un giorno mio padre ascoltando la mia performance bellica, si avvicinò e mi disse:
<<Michele, che cosa sono tutte queste esplosioni?>>
<<Papà, è la mia battaglia!>> fece lui incuriosito
<<Papà, nella mia guerra non si sono nè vinti nè vincitori!!>>

 

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Sono nato in un paesino del Gargano dal nome piuttosto altisonante, sebbene non avesse tutta questa magnificenza del doppio nome. È un paesino arroccato su una collina dalla quale si domina una stupenda vallata, il lago, l'istmo e persino il mare.
La gente del luogo si dedica soprattutto alla pesca e all'agricoltura. Numerosi erano un tempo anche gl artigiani. Per le stradine e per i vicoli si potevano vedere cestai, lattornieri, calzolai, sarti, barbieri, fruttaioli e tante altre attività che davano vita al paese.


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Non fu una mia decisione di diventare scrittore, tutto accadde così per caso. Per molti anni ho insegnato materie tecniche nelle scuole medie e un giorno, notanto un senso di stanchezza da parte degli alunni nel seguire la lezione, decisi di realizzare con loro delle sceneggiate con lo scopo di scuotere il loro interesse. Così cominciai a scrivere brevi testi teatrali che furono accolti con molto entusiasmo dai ragazzu. Le loro rappresentazioni ebbero un grande successo e questo mi spinse a scrivere altri testi, dei quali molti in dialetto romanesco. La loro finalità nn era solo di divertire, ma di lanciare messaggi educativi da discutere poi con loro. In questo modo riuscii a scoprire nei ragazzi molte eccellenze che fino a quel momento non erano state evidenziate. Riuscii con loro a realizzare persino un cortometraggio che ancora oggi conservo gelosamente.



2) Nell'arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Non esiste un momento particolare della giornata in cui prediligo scrivere, tutti i momenti sono buoni purché ci sia silenzio per potermi concentrare. In genere preferisco le ore notturne quando cessa la vita frenetica e caotica del giorno. Per la verità mì troverei benissimo in cima a un monte lontano da ogni rumore. E sono certo che non commetterei l'errore di Deucalione che, preso da malinconia, preferì tornare alla confusione del genere umano.



3) Il suo autore contemporaneo preferito?

Non mi sono mai piaciute le storie che non hanno un costrutto e uno stile agile. Riconosco comunque di essere un cattivo lettore e non certamente per pigrizia , ma per le numerose incombenze che devo affrontate tutti i giorni. Così spesso accade di iniziare a leggere un libro e di non riuscire a finirlo a terminarlo per motivi più vari. L'ultimo libro che ho letto è stato "I pilastri della terra" di Ken Follett.



4) Perché è nata la sua opera?

La storia narrata in "Vite parallele" non è frutto della mìa fantasia, ma è una storia vera vissuta da una gentile signora che spesso veniva a farci visita La storia mi sembrò così interessante da scriverei un libro.



5) Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive e ha vissuto.

Non posso dire di aver avuto un'impostazione letteraria avendo perseguito corsi di studi prettamente tecno-scientifici, ma posso affermare che alla mia formazione molto ha influito il contesto sociale in cui sono vissuto. Senza dubbio i caratteri fondamentali che concorrono alla formazione dell'individuo, assumono consistenza soprattutto nei primì anni della nostra vita. Questo non significa che i fattori ereditari abbiano più valore dell'ambiente in cui uno vive o è vissuto. Inoltre la personalità di un individuo è soggetto a continue trasformazioni durante il passaggio dall'infanzia all'adolescenza e da questa alla maturità E' una qualità mutante nel tempo, a volte con capovolgimenti imprevedibili e sorprendenti.



6) Scrivere è un'evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Scrivere è un atto creativo che in quel momento lo scrittore eleva su tutte le dinamiche del suo pensiero, al fine di cogliere le varie angolature dell'animo umano. Non tenere presente questi aspetti, sarebbe come chiudersi in una stanza senza finestre o cadere in un letargo profondo. Lo scrittore deve essere soggetto e oggetto nel contempo e in questo stato di sublimazione vive e subisce le medesime vicissitudini e azioni del personaggio stesso.



7) Quanto di lei c'è in ciò che ha scritto?

Non sempre si rimane estranei di ciò che si scrive. Spesso si finisce per raccontare la propria vita, la propria storia e le proprie emozioni. Cosi anche i personaggi si muovono e interagiscono come se fossero delle pedine di una dama assieme a mosse giuste e sbagliate proprio come accade nella vita reale.



8) C'è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Sìcuramente mi ha colpito il racconto della signora Antonia.



9) A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

La persona che ha letto per primo il mio romanzo è stata mia moglie. Ci tenevo tanto conoscere il suo giudizio e non perché fosse una persona autorevole, ma perché volevo scoprire fino a che punto arrivava la sua stima nei miei confronti. Non fu facile convincerla a fare questo sforzo e dopo qualche giorno arrivò il suo verdetto. <<Bravo! ... meglio di così non avresti potuto raccontare la storia della signora Antonia.>> Il suo giudizio mi inorgoglì a tal punto ... da farmi nascere addirittura un sospetto sulla bontà delle sue parole.



10) Secondo lei il futuro della scrittura è l'ebook?

Il futuro della scrittura sarà sicuramente l' ebook soprattutto per la sua praticità. Molti però saranno i nostalgici che rimpiangeranno il libro cartaceo e i polverosi scaffali per fare posto a teche più piccole e più graziose. Avere tra le mani uno schermo che riproduce un testo, non è la stessa cosa sfogliare le pagine di un libro ingiallite dal tempo. Voltare pagina, sentire lo scricchiolio del foglio, andare a capo, tornare in dietro per gustare qualche passaggio, appuntare le note sul margine, sottolineare le notizie più salienti, non sono per il lettore cose di poco conto, ma elementi dì rito che si ripetono durante la lettura.



11) Che ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall'audiolibro?

Ascoltare la registrazione di un testo, anche se ben recitato, non è lo stesso quando lo si legge direttamente per proprio conto. Sono certo che presto saremmo colti da noia e stanchezza per non aver potuto appieno gustare i vari passaggi che lo scrittore con tanta cura ha appuntato. Questo sarebbe come viaggiare su un treno ad alta velocità senza poter gustare le bellezze del paesaggio.

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Mercoledì, 03 Dicembre 2014 | di @BookSprint Edizioni

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