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06 Apr
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Intervista all'autore - Giuseppe D’Avino -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere per me è come penso sia girare un film. Sceneggiatore, regista e protagonista resto sempre io.
Le emozioni sono sempre fortissime, le somatizzo fisicamente!
Ricordo ancora con animo commosso quando scrivendo di Don Mimì Soriano in relazione al Figlio come il mio corpo accusò il pàthos del pensiero tramutato in lettere.
Sensazioni uniche!
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Il luogo dove si svolge questo racconto è Napoli e come Napoletano sono invaso, inondato da questa città che resta unica per i Suoi fortissimi contrasti.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Come già scritto nella premessa del libro, sin da piccolo e poi man mano crescendo erano aumentate le domande che avrei voluto porre direttamente ad Eduardo. Ma l'impossibilità oggettiva ha fatto nascere in me la necessità di risponderle, anche... se le avessi dovute inventare io.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo come tutto il resto è venuta automatica, estremamente naturale.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Questa domanda m'indispettisce parecchio. Ce ne sarebbero tantissimi. La liquido velocemente rispondendo Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas. Mai porre un limite ad un Napoletano... va in agitazione.
 
Ebook o cartaceo?
Bella domanda!
Sebbene l'Ebook sia molto più comodo per molteplici motivi oggettivi, si pensi solo al vantaggio di poter racchiudere un'intera biblioteca in pochi centimetri, personalmente preferisco l'odore ed il tatto della carta.
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Mi lusinga.
Nessuna carriera per il momento. Carriera resta un percorso personale nella vita lavorativa e/o professionale.
Io sono un sognatore che ha scritto un solo libro.
Volendo essere propositivo le rispondo che ha scritto il primo libro.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Ho già risposto a parte di questa domanda. L'idea nasce dal dialogo mancato con Eduardo.
Posso invece condividere insieme a Voi un ricordo. Per molti anni ho avuto problemi di sonno, anzi meglio dire ho avuto paura di dormire per motivi che non sto qui a spiegare. Insomma in aggiunta a questa paura c'erano anche alcuni dei personaggi di questo racconto che mi venivano a disturbare durante i brevissimi momenti di dormiveglia dandomi la fretta di farli parlare nel testo. Due su tutti erano Alfredo e Riccardo.
Spero che questa mia risposta sia stata esaustiva alla Sua domanda.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Scrivendo questo brevissimo racconto, ho finalmente tacitato le mie domande, sull'Opera, Commedia dell'infinito Maestro Eduardo De Filippo, Filumena Marturano.
Quindi posso dire di avermi dato la Pace.
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Ricordo benissimo che scrissi una e-mail intitolandola "Come Gertrude Stein
" alla mia Cara Amica Giuseppina Torregrossa. Con un po' di timore reverenziale nonostante la nostra conoscenza, appunto Amicizia, mi rivolsi a Lei per avere un parere, un'opinione.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Bellissima questa nuova frontiera.
Poter ascoltare un libro, un racconto letto a mestiere da dei professionisti è una cosa meravigliosa. Spero che questo nuovo modus possa avvicinare di più le Persone all'universo del libro.
 


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