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23 Feb
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Intervista all'autore - Pia D’Alessandro Tavani -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere per me è una necessità: è fermare qualcosa nel tempo, è ritrovare atmosfere, avvenimenti, ricordi infantili e no. Scrivere è dare voce alle mie opinioni e, talvolta scoprire che esse si sono modificate. E' sempre un momento catartico, come guardarsi allo specchio.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Abbastanza, soprattutto le visioni e le atmosfere del luogo dove sono nata. Qualche personaggio secondario e l'insistita ricerca del bello.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Un impegno molto coinvolgente, un vero e proprio appuntamento con me stessa, una catarsi, talvolta. Comunque un'operazione socratica, quella della maieutica.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stessa per deciderlo tra varie alternative?
No, il titolo si è imposto da sé, da esperienza personale.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Forse Camilleri, perché è un affabulatore nato, capace di trasferirti nel suo mondo fatto di suoni, sapori, odori.
 
Ebook o cartaceo?
Sicuramente il cartaceo.
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Non ho mai deciso, ho sempre scritto, sono nata con la penna in mano.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Mi ha aiutata mio nipote, studente alle superiori, che all'epoca aveva qualche problema nella composizione. Per semplificargli un tipo di stesura adatta, gli lessi un appunto, qualcosa che avevo scritto dopo un sogno particolare, e lui ne rimase basito. Se ciò piaceva a un giovane, avrei potuto farci qualcosa di più.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Soddisfazione. È come vedere un figlio cresciuto, bene.
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mio fratello, che mi ha suggerito anche di mantenere la narrazione lontana dalla mia vita reale, per essere più libera di riferire.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Può essere utile per chi ha qualche problema visivo o altro, ma se viene adoperata da persona normale, nasconde una pigrizia di fondo.

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