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BookSprint Edizioni Blog

25 Ott
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Intervista all'autore - Roberto Desideri

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere significa lasciare a quelli che verranno dopo di me un segno della mia esistenza. L'emozione è quella di sognare vite diverse.


 

2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Nel libro è presente forse la vita che avrei voluto vivere che a volte solo in parte coincide con la vita vissuta.


 


3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Sognare e vivere e comunicare con gli altri.


 

4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Avrei potuto scegliere tra una rosa di titoli diversi, ho scelto questo per il suo significato recondito.


 

5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Data la mia condizione mi auguro di non trovarmi mai in un'isola deserta essendo ipovedente preferirei non essere mai da solo se potessi scegliere preferirei mia moglie. Tuttavia mi piacciono libri di storia.


 

6. Ebook o cartaceo?
Nel libro cartaceo almeno sento l'odore della carta.


 

7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Quando affetto dalla mia patologia non mi rimaneva che sognare e frugare nel cassetto dei ricordi.


A causa della mia patologia non mi rimaneva che sognare e frugare nei miei ricordi.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Quando ero piccolo, nei primi anni 50 a Pitigliano giocavo nel vicolo dove abitavo e preferivo stare a sentire i racconti degli anziani mentre sceglievano la ginestra seduti sugli scalini di casa. Alle sette e mezza della sera in punto si apriva una finestra e la signora Caridde vedova del marito e con il figlio disperso in Russia, guardava fissa l'inizio del vicolo, era l'ora in cui arrivavano gli autobus in piazza e lei sperava di vedere ritornare suo figlio. Alle 8.30 chiudeva la finestra e gli uomini per strada scuotevano la testa e dicevano" non si arrende" per questo ho voluto raccontare storie di persone scomparse che ritornano.


 

9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Si prova una grande emozione e mi dà il senso a questa vita.


 

10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mia moglie e una nostra amica Egy.


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Per me è molto interessante se coadiuvata da musica e effetti sonori.


 

 

 

 

 

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