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23 Ott
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Intervista all'autore - Galia Lucrezia

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Mi chiamo Lucrezia, per gli amici Lullu, e vengo da Roma.
La scrittura è stato il mio sogno nel cassetto dall’età di 10 anni, quando purtroppo persi mio nonno che per me fu anche un padre. La prima volta che scrissi fu su un tema per scuola proprio raccontando del mio supereroe con le ali, che fece fuoriuscire un aspetto di me mai visto prima e che mi ha portato a scrivere in modo quotidiano i miei pensieri su un diario.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Non c’è un momento preciso, è più una questione di sentimento, quando sento il bisogno di scrivere lo faccio. La scrittura per me è proprio la necessità di sopravvivenza.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Non credo di aver un solo autore preferito, perché secondo me limitarsi a un solo nome è come creare un’etichetta sulla tipologia di scrittura che ci piace leggere.
Inoltre sono un’amante degli autori di un’altra epoca.
Però trovando a dover rispondere, nominerei Marzia Sicignano che ha una profondità toccabile grazie ai suoi libri e che la rende una bellissima persona. Sicuramente lei è un ottimo spirito guida.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Ho sentito l’esigenza di dover condividere il mio vissuto, perché sono consapevole di non essere l’unica ad aver vissuto un passato o un presente burrascoso e la soluzione migliore è proprio parlarne, scrivere ciò che abbiamo vissuto è come dargli vita una seconda volta, ma in base alle tue regole e non a quelle degli altri. Ho sentito il bisogno di essere ascoltata e di dare vita a una specie di catena che permetta agli altri di sentirsi liberi di raccontarsi, perché tutti abbiamo qualcosa da dire.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Probabilmente abbastanza.
So benissimo che ci sono persone pronte a giudicare a prescindere dal contenuto, le stesse persone che reputo non sappiano capire emozioni così forte e che di conseguenza si sente in dovere di seminare veleno. Come so bene che qualche lettore possa rivedere se stesso in ciò che scrivo, e anche questo ha influito perché mentre le future critiche da una parte potevano destabilizzarmi e frenarmi, immaginare di non essere l’unica ad aver vissuto tutto ciò bello o brutto che sia mi rincuora.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Dipende da ciò che sto vivendo, non c’è una risposta esatta, perciò direi entrambe.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tutto. Credo non esista cosa più bella del denudarsi agli occhi degli altri e quindi mostrarsi in tutte le proprie fragilità. Può essere un’arma a doppio taglio mettermi così tanto in mostra, ma è un modo anche per dare il ben servito a quelle persone che parlano di me senza veramente sapere ciò che ho vissuto. È il momento che anche loro mi conoscano per ciò che sono e inizino a sentirsi delle persone piccole.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Il mio ragazzo senza ombra di dubbio.
Colui che mi ha sostenuto e ha creduto in me quando gli altri pensavano io non avessi delle potenzialità. Una di quelle persone che sa la mia storia e l’ha amata fin da subito.
Mia mamma, la mia fan numero uno, che ha sempre protetto le poesie che decidevo di farle leggere o quei testi che le inoltravo mentre lavorava, e nonostante il lavoro la porta a stare più fuori casa che al mio fianco sento di averla vicina sempre e non appena le mando qualcosa scritto da me, si fionda a leggerlo. Mia nonna, anche se abbiamo vissuto in due età diverse è sempre comprensiva e le piace il mio modo di scrivere, soprattutto quando parlo di nonno e del loro meraviglioso amore.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Il mio ragazzo ha letto l’intero libro più volte, mentre gli altri si sono ritrovati a leggere solo dei segmenti di quest’opera.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Sfortunatamente sono un’amante della carta, le sensazioni che provo nello sfiorare le pagine e il profumo dei libri e dell’inchiostro è imbattibile. Ma tecnologia avanza con L’andare del tempo e fa sempre delle nuove scoperte, quindi ne vedremo delle belle.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Un’ottima soluzione solo se, chi legge ha un’ottima interpretazione. Sennò ritengo che leggere un libro in modo autonomo permetta al lettore di calarsi di più nella parte
 
 
 
 
 

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