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01 Giu
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Intervista all'autore - Antonella Iuliano

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
La mia vita è stata protagonista di grandi amori, dall’amore per la mia famiglia, all’amore per il mio lavoro. Sono pasticcera per vocazione, non riuscirei vivere senza creare dolci e strappare sorrisi ai miei clienti. La scrittura ha sempre fatto parte della mia vita, credo sia un dono naturale, sin da piccolina mi divertivo a scrivere ogni emozione, avevo un piccolo diario, quelli che si usavano negli anni 70, con il lucchetto e ricordo che nascondevo la chiave dentro il cassetto dei calzini.
Non volevo che nessuno leggesse i miei segreti, allora mi sembravano grandi segreti!!! Ho iniziato a scrivere a 10 anni, ero una bambina timida e asociale, passavo le mie giornate a leggere qualsiasi cosa, la mia mente viaggiava da sola alla scoperta del mondo tra le pagine di Salgari. La mia insegnate delle scuole elementari dopo aver svolto un tema di ben 13 pagine di foglio protocollo, decise di iscrivermi a un concorso di scrittura nazionale, organizzato per i bambini delle scuole elementari. Ricordo che non ero felice della sua decisione, mi sentivo a disagio a mostrare il mio tema a gente che non conoscevo. Poi alle scuole medie le mie professoresse decisero di fare la stessa cosa, partecipai negli anni a diversi concorsi e ricordo di averne vinto uno. Crescendo notavo che prendere in mano un foglio e scrivere, mi aiutava a vincere la mia timidezza, perché potevo scrivere liberamente tutto che realmente pensavo, tutte le mie emozioni, senza dovermi preoccupare del giudizio altrui, mi aiutava a liberarmi da tensioni, a svuotare tutto ciò che avevo dentro e non riuscivo a dire. Spesso pensavo che mi sarebbe piaciuto scrivere un libro un giorno... e poi la vita ti cambia, quell’ idea è rimasta nel cassetto fino ad ora, forse aspettavo di avere qualcosa di speciale da scrivere. Forse aspettavo di vivere la vita per poter trasmettere emozioni forti ed uniche... ed eccomi qua il momento è arrivato e ho scritto Cassandra and love. L’ho scritto di getto, tutto d’un fiato, avevo bisogno di esorcizzare un grande dolore che stava logorando la mia anima da anni. Una volta ultimato il mio racconto, mi sono sentita svuotata, libera, pronta per continuare a vivere la mia vita più felice e solare che mai!

 

2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Solitamente scrivo di notte, quando il mondo si ferma, quando il silenzio assordante riempie la mia mente di mille idee. Tutti dormono e io scrivo, bellissimo!


 

3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Roberto Emanuelli. Mi piace perché scrive parole dettate dal cuore!


 

4. Perché è nata la sua opera?
La mia opera è nata perché stavo attraversando un periodo difficile, non sapevo più chi ero, cosa volevo, soffrivo molto per la fine del mio matrimonio, soffrivo perché intorno a me all’ improvviso avevo il vuoto, credevo che la mia vita fosse finita lì. A un certo punto mi chiesi cosa mi fa stare bene? E la risposta fu immediata... scrivere! Sì scrivere non lo facevo da 30 anni. Presi in mano una penna e un foglio di carta e iniziò il mio viaggio. Esternando emozioni, gioie, dolori, aspettative ecc. senza preoccuparmi di nulla. Ad ogni pagina scritta mi sentivo sempre più leggera, sempre più libera, proprio come quando ero bambina.


 

5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Ha influito tanto, perché ognuno di noi nei suoi scritti mette sempre qualcosa di vissuto, di personale!


 

6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Un po’ entrambe le cose, dipende da cosa si vuole scrivere e da cosa si prova nel momento in cui decidiamo di farlo.


 

7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
In quello che ho scritto c’è parte della mia vita, e in parte la fantasia ha avuto un ruolo fondamentale. Comunque in Cassandra and love c’è molto di Antonella.


 

8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Sì certo, ho accettato consigli, per sviluppare la mia idea di Cassandra, che era tutta aggrovigliata nella mente e nel cuore.


 

9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
La prima persona che ha letto il mio libro è stato Enzo, il marito di una delle mie migliori amiche, fu lui a incitarmi ad andare avanti con il progetto, lesse la prima bozza. Lo feci leggere a lui, perché sapevo che sarebbe stato obiettivo, e lui sapeva cosa stavo vivendo in quel periodo così triste per me, sua moglie e lui in quel periodo riuscivano darmi un po’ di normalità e a casa loro mi sentivo a casa.


 

10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Sì, potrebbe esserlo. Ma secondo me, non c’è paragone con un libro fisico, tenere tra le mani un libro vero, sentire l’Odore della carta e dell’inchiostro, sentire il fruscio delle pagine... riempie il cuore! E rimane per sempre!


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Bella sicuramente, comoda, pratica, per molti aspetti. Anche se non so dove ci porterà tutta questa tecnologia.


 

 

 

 

 

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