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13 Gen
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Intervista all'autore - Marianna Bonavolontà

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nata e cresciuta?
Sono nata a Roma ma cresciuta in un paesino del Molise a causa del lavoro dei miei genitori. Spesso scherzo su di me e dico di essere ''nata a km 0'', in viaggio già da quando mia mamma era incinta e sin da piccolissima andavamo in giro per il mondo con la mia famiglia, sempre alla ricerca di luoghi da scoprire e destinazioni avventurose.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Consiglierei le favole di qualunque tipo, dai classici Disney ai fratelli Grimm, stimolano la fantasia. E poi Paramahansa Yogananda ed Hermann Hesse.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’eBook?
Ho uno spirito vintage, se fosse per me non esisterebbero ebook ma neanche dispense scolastiche online, i libri vanno toccati e respirati.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
È un colpo di fulmine. Da piccola scrivevo poesie e favole, poi crescendo per un bel pò di tempo ho accantonato il mio lato creativo ma c'è sempre tempo per ricominciare, i veri amori fanno dei giri immensi e poi ritornano.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
La solitudine che ho vissuto durante il lockdown mi ha portata ad un lavoro introspettivo e a contatto con il mio Genio interno. Scrivere è stato catartico.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Chiunque tu sia, qualunque sia la situazione che stai vivendo, cerca sempre una via d'uscita dentro di te perché la salvezza, quello che io definisco Genio, è la cosa più bella che si possa desiderare di avere.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccola o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
La scrittura è solo una parte della mia creatività, va semplicemente espressa quando sente il bisogno di venire fuori. Cerco di non avere più sogni nel cassetto, col tempo ho capito che i sogni sono fuori e vanno inseguiti, quelli nel cassetto siamo noi.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
I miei cani sono stati complici e compagni di scrittura, se devo pensare a qualcosa di piacevole mi vengono in mente loro.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
No, per me il finale era già scritto e non ho avuto difficoltà a concludere il libro. È stato una sorta di diario, di sfogo, un gioco per scaricare la tensione.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Shakespeare.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Partiamo dal presupposto che nulla potrà mai rimpiazzare un libro cartaceo, ma trovo che l'audiolibro sia un passaggio interessante e utile, forse più dell'ebook, permette di recuperare tempo ed invoglia a leggere, o almeno voglio sperarlo.
 
 
 
 
 

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