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18 Dic
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Intervista all'autore - Simone Biagi

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere è un modo per raffrontare se stesso con la realtà della propria esperienza. In un certo senso è come se l’uomo cercasse nelle cose il significato ultimo, la parola detta per lui e solo per lui.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Trattandosi di un libro di poesie dal timbro lirico-narrativo, prevale un emergenza intimista legata alla ricerca di affetto e amore, che poi non si tratta altro che cercare di trovare il proprio spazio nel mondo, il proprio essere valore perse stesso e gli altri.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Tracciare una linea nel cammino della mia vita e urlare il mio bisogno di essere amato e riconosciuto. Vivo,insomma.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
L’ho trovata in maniera molto spontanea. Il commiato è un addio necessario per comprendere il “ritorno” con cui si desidera ricongiungersi, con cui si vuole essere amati per quanto le ferite del passato difficilmente riescono a cicatrizzarsi.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Moby Dick di Herman Melville è il mio romanzo preferito, la sinfonia epocale di una follia portata alle sue conseguenze. Amo tutta la letteratura americana, ma Melville sa scavare nella profondità dell’uomo come solo pochi sanno fare. Per questo mi porterei quel libro con me.
 
6. Ebook o cartaceo?
Io, naturalmente, preferisco il cartaceo.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho sempre scritto fin da quando ero bambino, un mio modo,probabilmente, di dare sfogo alle difficoltà familiari che mi hanno accompagnato fin dall’infanzia.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Ho raccolto le poesie partendo da intuizioni esistenziali, ora sporadiche, ora legate alla sofferenza di vivere la mia situazione attuale. Niente più di questo.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Sicuramente si è soddisfatti di essere giunti alla fine di un percorso a volte anche lungo e non facile.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mia madre, e con molta soddisfazione.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Non la conosco bene, ma credo che ascoltare un libro, se si è nelle condizioni ideali, sia una cosa positiva
 
 
 
 

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