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17 Set
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Intervista all'autore - Nicoletta Poli

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nata e cresciuta?
Sono genovese e abito a Bologna da circa 35 anni. Sono filosofa, consulente filosofica, scrittrice, poetessa, presidente di AICOFI (Associazione Italiana Consulenza Filosofica) e direttrice della Scuola Parresia per filosofi pratici. Collaboro con l’Istituto di Clinica Psichiatrica dell’Università di Ferrara e col Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna. Ho vinto diversi premi letterari e filosofici a livello nazionale ed internazionale. A sei anni ho scritto la mia prima poesia e a nove una specie di testo teatrale.
Credo di avere deciso di diventare scrittore prima dei 10 anni di età.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Lettera sulla felicità di Epicuro. Dopo l'esordio con l'esortazione a praticare la filosofia, unica vera fonte della felicità, Epicuro passa ad analizzare le cause dell'infelicità, e ribadisce le quattro massime che compongono il cosiddetto tetrafarmaco. Credo sia importante sin dall’adolescenza riflettere sulla vita e sulla morte nonché sul senso da dare alla nostra esistenza.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Penso però che una buona parte dei lettori sia legata al libro cartaceo, alla sua sacralità, al rumore e al profumo delle pagine che sfogli. Altri, la minoranza e forse più i giovani, preferiscono i libri digitali per comodità, essendo magari più avvezzi ad usare la tecnologia e avere una biblioteca portatile sempre con sé.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Scrivere non è un colpo di fulmine. E forse neanche un amore ponderato. È una questione di sopravvivenza ed e è una forma di cura di sé che comporta abnegazione ed una grande capacità di sacrificio. A mio modesto parere, per essere efficace, uno scrittore deve attenersi alla verosimiglianza anche se il tessuto narrativo è completamente fuori dalla realtà. Un personaggio deve essere credibile anche se vive ed opera su Plutone. Bisogna essere capaci di inventare delle storie credibili anche su un terreno poco credibile e di scindersi in tante anime differenti che possono dialogare tra loro. Forse la scrittura è più un’operazione di dissolvimento dell’ego in tanti io, una sorta di operazione schizofrenica. Talvolta terapeutica e talvolta no. Nel caso di “Vite contro vento. La consulenza filosofica individuale.” le storie raccontate sono tutte vere e mi hanno fatto tanto pensare…Per esempio che spesso la realtà supera l’immaginazione.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Anzitutto un atto d’amore verso la mia professione di consulente filosofico. Una professione meravigliosa che può aiutare tante persone che hanno problemi di diverso tipo. Nel libro peraltro, proprio per fare chiarezza una volta per tutte sulla differenza tra una consulenza di tipo psicologico e/o psicoterapeutico ed una consulenza filosofica, descrivo nel dettaglio tutte le metodologie utilizzate per aiutare i miei clienti. Trattasi di metodologie che hanno tutte origine nella filosofia. La filosofia, come ben spiego nel mio saggio, cura e fa diventare saggi e felici.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Che la vita è preziosa e che ognuno di noi ha la sua missione. La consulenza filosofica può indurre la persona a cercarla, trovarla ed essere così davvero felice. Il riprendere in mano la propria vita, conquistare il coraggio di vivere e pensare con saggezza è una delle finalità della consulenza filosofica. Ho visto tante persone che, facendo questo percorso, hanno visto aprirsi davanti tante strade e tante opportunità impensabili. E, dunque, la porta della felicità.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Come dicevo all’inizio dell’intervista, scrivere era nel mio DNA fin da piccola. Scrivere è una vera e propria questione di sopravvivenza. Qualcuno, certo Pessoa, ha detto che la letteratura nasce perché la vita non basta. Ecco. Col tempo ho preso coscienza del fatto che senza scrivere sarei stata un’anima perduta. Lo studio della filosofia poi mi ha aiutata a pensare più chiaramente e a riuscire ad organizzare al meglio pensieri, parole, concetti.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Non so se è un fatto piacevole. Un giorno andai a parlare con un’assessora alla cultura di un piccolo comune del bolognese per proporre una conferenza sulla consulenza filosofica. Mi ricordo perfettamente la seguente risposta: “Ho sempre odiato la filosofia a scuola… Si figuri se adesso mi occupo di consulenza filosofica! Ma che è?” Non attese nemmeno una mia risposta o spiegazione e se ne andò via ridacchiando. È stato da quel momento che ho pensato di scrivere il libro.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Assolutamente no. Sono una passionale per di più maniacale e perfettina. Le cose che inizio le termino sempre. È una questione di stare a posto con la mia coscienza.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Tanti, troppi. Se ne citassi uno solo farei torto a tanti altri e non me lo perdonerei mai…
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Anche questa formula, come l’e-book è interessante. Ci sono utenze particolari che dovrebbero avere accesso gratuito agli audiolibri, tra cui, per esempio, i non vedenti o gli ipovedenti, o soggetti con altre disabilità, o chiunque abbia difficoltà di apprendimento di altra natura. Io dico che la cultura è l’unica arma che può far davvero migliorare il mondo, per cui ben venga qualsiasi mezzo che la possa trasmettere e diffondere capillarmente.
 
 
 
 
 

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Martedì, 17 Settembre 2019 | di @BookSprint Edizioni

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