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01 Ago
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Intervista all'autore - Giuseppe Macrì

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
La scrittura ha un significato molto importante perché racchiude sensazioni ed emozioni singolari, personali e intime.
Per me scrivere rappresenta una forte comunicazione non verbale, ma nello stesso tempo molto forte, così forte da rompere un carattere umano.
La scrittura mi fa provare emozioni mai sentite prima, grandi gioie racchiuse in una mente.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
In questa raccolta ho lasciato spazio più al romanticismo, c'è poco di me. Ho preferito così. Mi son confermato più sull'amore in generale.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Per me scrivere quest'opera ha avuto un significato molto importante, piccole espressioni che hanno una grossa importanza.
È durata circa sei mesi, mi sono accorto che in quaderno avevo scritto tanto, così tanto da poter iniziare a pensare di pubblicarlo.
Il significato è molto profondo...
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Non è stato poi così tanto difficile scegliere il titolo, un'attenta lettura, riflessione e comprensione.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Il problema dell'Empatia.
Edith Stein.
La filosofa spiega come relazionarsi con gli uomini in maniera empatica.
Confrontarsi senza odio né rancore.
 
6. Ebook o cartaceo?
Preferisco il cartaceo.
Mi piace ancora il profumo del libro appena stampato.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Una storia molto lunga, devo ringraziare la mia ex-ragazza che mi ha lasciato. Ho coltivato una tristezza che mi ha portato a scrivere espressioni poetiche pessimiste in un foglio e dopo tante lunghe letture mi sono convinto che le potevo pubblicare.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Ho semplicemente sposato tante mie piccole espressioni e dopo tante conoscenze e viaggi ho ricollegato il tutto.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È certamente una sensazione, una gioia indescrivibile. Non è la prima volta, ma le sensazioni restano sempre uniche.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La prima persona che ho letto il libro?
Sono io.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
È una bella iniziativa però solo per i bimbi perché ancora non sanno leggere.
L'audiolibro permette di fantasticare senza sforzarsi ed è per questo adatto per i bimbi.
 
 

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Giovedì, 01 Agosto 2019 | di @BookSprint Edizioni

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