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BookSprint Edizioni Blog

19 Feb
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Intervista all'autore - Angelo Gentile

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Mi chiamo Angelo Gentile, sono nato nel 1941 in Giovinazzo (BA), bella e ridente cittadina ubicata tra un profumato e irrequieto mare di scoglio e una campagna ricca di alberi di mandorlo e di ulivo, che ha consentito a Giovinazzo di fregiarsi del titolo di “città dell’olio”. Inoltre è doveroso sottolineare che Giovinazzo, prima dell’apertura dello stabilimento Italsider di Taranto, è stata sede del più grande stabilimento siderurgico del meridione d’Italia attraverso l’acciaieria Scianatico.
Ho dovuto improvvisarmi scrittore allo scopo di rendere di pubblico dominio le teorie espresse da mio padre Giuseppe Gentile (1889-1961) attraverso i suoi manoscritti autografi intitolati: “Abbozzi di Geocosmofisica “ e “Abbozzi di Meccanica della luce”. Questi manoscritti hanno visto la luce proprio in Giovinazzo in via E. De Deo, 5 che è la casa nella quale sono nato e vissuto fino all’età di 16 anni, durante i quali ho assistito alla elaborazione e alla scrittura, con pennino e inchiostro di china, dei manoscritti autografi di mio padre Giuseppe Gentile, nato a Taranto nel 1889 e morto a Taranto nel 1961. Dopo avere pubblicato il mio precedente libro intitolato: “Natura della luce e della dinamica ottico gravitazionale” edito dall’Editore BookSprint Edizioni, ho deciso di pubblicare il presente libro intitolato: “Evoluzione ciclica sulla Terra e nel cosmo”. In questo libro, unitamente a delle mie personali deduzioni di natura astronomica, rendo di pubblico dominio le teorie di Giuseppe Gentile (1889-1961), espresse nei manoscritti intitolati: “Abbozzi di Geocosmofisica”, nei quali egli affronta temi di Geocosmofica: ovvero temi inerenti la fisica gravitazionale, l’astronomia, la geologia, la paleontologia, la paleoantropologia.
 
2. Perché è nata la sua opera?
Questo mio libro nasce dalla mia consapevole volontà di portare all’attenzione del mondo della scienza l’originale attualità delle teorie espresse da mio padre nei suoi manoscritti autografi intitolati: “Abbozzi di Meccanica della luce”, “Abbozzi di Geocosmofisica”. Questa mia consapevole determinazione matura dopo una mia lunga ed approfondita analisi del contenuto delle teorie espresse nei citati manoscritti, e dopo che detti manoscritti siano stati oggetto di studio e di valutazione del Prof. Federico Di Trocchio, storico della scienza della Università di Lecce e della Università la Sapienza di Roma. Il Prof. Federico Di Trocchio ed il Rettore Prof. Donato Valli, nell’anno 2003 hanno organizzato e partecipato ad una mostra  finanziata dal CNR intitolata: Giuseppe Gentile (1889-1961) – Scienziato autodidatta nel Salento Primo Novecento. Pertanto il Prof. Federico Di Trocchio ed il Prof. Donato Valli sono stati i primi a ritenere che i manoscritti di  Giuseppe Gentile (1889-1961) venissero portati all’attenzione del mondo della scienza e quindi custoditi presso la Biblioteca Interfacoltà della Università di Lecce, attuale Università del Salento. Gli atti e la documentazione relativa a detta mostra sono custoditi presso l’Università del Salento.
 
3. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera ?
Senza i manoscritti di Giuseppe Gentile (1889-1961) non sarebbero nati i miei libri. Quindi corre l’obbligo di informare il lettore di una breve biografia di Giuseppe Gentile (1889-1961). Pertanto riporto di seguito la breve biografia da me redatta in occasione della citata mostra del Dicembre 2003.
"Giuseppe Gentile nacque a Taranto il 4 dicembre del 1889, in quella parte più antica della città marinara denominata attualmente "Taranto Vecchia".
Secondogenito di tre figli, rimase orfanoo del padre, ferroviere, in tenerà età. Dopo aver conseguito la licenza elementare entrò nel modo del lavoro, venendo infine assunto come operaio nelle Ferrovie dello Stato, presso il Dipartimento di Taranto.
Nel 1918 frequentò un corso di tecnico per corrispondenza presso le Scuole Riunite di Roma, "Primo Istituto italiano di istruzione per corrispondenza", riportando buoni voti, in particolare in Matematica, Disegno e Francese. La sua formazione fu però essenzialmente da autodidatta e può essere in parte ricostruita grazie ai libri superstiti della sua biblioteca personale. 
Sposatosi nel 1924, ebbe tre figli: Saverio (1924), Michele (1927) e Angelo Raffaele (1941).
nel 1931 subì una lesione alla colonna vertebrale a seguito di un incidente sulo lavoro, presso il Compartimento ferroviario di Foggia dove era stato trasferito. A seguito di tale incidente fu, suo malgrado, collocato anticipatamente in pensione.
Le ristrettezze economiche lo indussero a trasferirsi con la famiglia a Giovinazzo, città natale della moglie e luogo di residenza dei suoceri. Nella nuova confortevole dimora egli si dedicò interamente alla elaborazione dei suoi saggi, quali appaiono negli ultimi accurati manoscritti, dando struttura organica a precedenti appunti e intuizioni.
Questa nuova attività gli costò non pochi sacrifici economici per l'acquisto dei materiali di scrittura e disegno, ragion per cui era solito custodire gelosamente i suoi lavori, oltre che tra i più preziosi libri della sua biblioteca, in una sicura cassapanca. Lo stesso riguardo per essi non ebbero però nè il mondo scientifico né il tempo.
Un manoscritto, come risulta dai carteggi, fu dato nel 1945 al direttore del quotidiano barese "La voce" e non fu mai pubblicato né restittuito a causa della chiusura improvvisa della testata. Buona parte dei manoscritti e della biblioteca andò successivamente perduta a causa dell'alluvione del 1968 a Firenze, dove erano conservati dal figlio Saverio.
Nel 1950 partecipò ad un concorso indetto dall'Accademia Nazionale dei Lincei su un tema di Geografia astronomica. Deluso da questo primo approccio col mondo scientifico, probabilmente non ne tentò altri.
Giuseppe Gentile morì a Taranto nel Febbraio del 1961. Per suo ricordo il figlio Angelo trattenne alcuni manoscritti e libri, prima che fossero portati via dagli altri eredi. Nel 2001 Angelo donò il fondo manoscritto in suo possesso all'Università di Lecce, che lo custodisce attualmente presso la Biblioteca Interfacoltà con l'impegno di porre in essere tutte le iniziative in grado di portarne il contenuto a conoscenza della comunità scientifica."


   

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Martedì, 19 Febbraio 2019 | di @BookSprint Edizioni

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