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BookSprint Edizioni Blog

30 Mag
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Intervista all'autore - Abdelmalek Ait Ali

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Io sono Abdelmalek, per gli amici Abdel. Ho 20 anni sono nato in Marocco, ma vivo in Italia da quando avevo 5 anni. Attualmente studio all'università.
Diventare uno scrittore non è stato proprio una scelta, ho iniziato quasi per sfogo, per liberare la rabbia che avevo dentro. La prima volta che scrissi anche se inconsapevolmente fu una sera di novembre in seguito a una visita a un ex campo di concentramento con la scuola. Quella fu la prima volta ma non me ne resi conto di ciò che stava cambiando in me e solo grazie a F. Dostoevskij ho iniziato a scrivere con coscienza e da quel giorno è cominciato un percorso che mi ha portato  ad oggi.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
In realtà il momento che dedico alla scrittura nell'arco della giornata non è unico, ma varia spesso da notte fonda, all'alba, ma a volte qualche appunto anche nell'arco della giornata.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Sicuramente Alessandro D'Avenia, penso sia qualcosa di unico.
 
4. Perché è nata la sua opera?
La mia opera è nata soprattutto per lanciare un messaggio forte, a una società in cui spesso si tende a differenziare troppo tra le persone, valutandole con atteggiamenti a mio avviso retrogradi, come: il fatto di giudicare per l'etnia, religione, ceto sociale; non guardando oltre, non vedendo che oltre c'è una persona.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Penso abbia influito tanto la mia esperienza personale, come molto spesso accade a persone con di provenienza estera, di discriminazione.
Oltre a ciò però hanno influito molto le ingiustizie che sono state fatte e vengono tuttora fatte e che io non riesco ad accettare.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Per me è un modo di raccontare la realtà.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Di me c'è molto.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Nessuno in particolare.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A un amico.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Secondo me lo sarà sicuramente, ma nonostante la mia giovane età sono un amante dei libri tradizionali, in cui senti l'odore della carta.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso sia un modo per avvicinare i giovani ai libri, ma efficace come la lettura dei libri stessi.
 
 

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Mercoledì, 30 Maggio 2018 | di @BookSprint Edizioni

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