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BookSprint Edizioni Blog

20 Apr
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Intervista all'autore - Giovanna Sabatino

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
La prima cosa che mi viene da scrivere è che mi sento molto emozionata, un po’ perché mi considero una persona emotiva e molto sensibile, un po’ perché credo di non essere una persona importante e, probabilmente, solo alle mie amiche e ai miei amici può interessare la mia vita. Sono nata a Bari in una famiglia colta e benestante che mi ha dato una educazione molto libera non tenendo per niente conto dell'essere io una donna. I miei genitori mi hanno soprattutto insegnato il valore dell'indipendenza, dello studio, dell'impegno politico e sociale, dell'importanza della lettura del quotidiano, dell'informarsi e avere la consapevolezza di vivere coscientemente il mio tempo storico e politico.
Che commozione parlare dei miei genitori, mi viene in mente la mia famiglia come in una immagine dorata, le nonne, la nonna paterna, una femminista ante-litteram che durante il fascismo lavorava come insegnante e teneva alla sua libertà, da sola prendeva il treno da Lecce e andava a trovare i suoi figli che studiavano a Pisa, una donna per niente sottomessa e parliamo di circa un secolo fa. Ma torniamo a me. Mi sono iscritta al Liceo Classico, perché mi affascinavano il latino, il greco, mi piaceva leggere e trascorrere, quando la scuola me lo permetteva intere giornate in libreria, mi sento ancora oggi protetta e nel proprio habitat naturale. I soldi che avevo, già da allora, li investivo nell'acquisto di libri, riviste perché per me erano una vera e propria droga dove ritrovavo me stessa, mi sentivo felice come oggi. Ho letto Moravia, Pavese, Proust, i classici del Novecento, Baudelaire, Rilke il mio poeta preferito, molta psicoanalisi, i testi di Loù Andreas Salome, una intellettuale ancora poco conosciuta e tradotta in Italia, ero molto affascinata dal coraggio di una donna che aveva preferito vivere per la Conoscenza e non seguire il destino della maggior parte delle donne, essere moglie e madre. Loù è stata una donna controcorrente, libera, ha sfidato le convenzioni dell'epoca. Io mi considero uno spirito libero, non sono mai stata una secchiona che seguiva i programmi scolastici che, devo confessarlo, mi annoiavano molto. Partecipavo a conferenze e convegni di mia spontanea volontà, ho fatto politica per un certo periodo di tempo, cosa che, lavoro permettendo, vorrei ricominciare a fare con lo spirito di servizio che ha sempre contraddistinto la mia vita. Ho fatto tanto sport e andavo allo stadio per seguire le partite e ancora oggi il calcio mi piace. Ho studiato Medicina con una gran passione per la psichiatria, leggevo i libri di Basaglia e di Laing. Ho frequentato le lezioni di Storia e storiografia filosofia tenute dal Professor Remo Bodei presso la Scuola Normale di Pisa che frequentavo da esterna. Mi piacciono i film di Autore, da Visconti a Pasolini, il cinema per me è un impegno perché fa pensare, l'attività più nobile per un essere umano, la vita va pensata e ci si interroga sul suo significato anche se rimarrà forse per sempre un grande mistero. Il Femminismo non mi ha colta impreparata, già ero pronta per accogliere i fermenti degli anni Settanta ricchi di idee e passioni, davvero rivoluzionari: le donne femministe stanno cambiando il mondo senza fare uso della violenza, ma elaborando una nuova cultura, un nuovo pensiero. Mi sono riscritta all'Università e mi sono laureata in Sociologia, disciplina del sapere che amo tantissimo, cerco di curare i miei interessi trovando il tempo per studiare o per leggere anche una sola pagina, mi dà energia e mi fa vivere in un'altra dimensione, quella spirituale. Thomas Mann diceva che "l'arte ci eleva dalle miserie della vita". Mi permetto di dire ai giovani di non fare a meno della felicità della lettura, della musica (Puccini e Wagner i miei preferiti), del leggere poesie, questa è la vera ricchezza, quella dell'anima!
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Tutti i momenti in cui ne sento la necessità. Ho dormito con il “Diario fiorentino” di Rilke sotto il cuscino. Chi ama i libri il tempo lo trova, è una questione di passione.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Non ne ho uno o una in particolare. I libri mi piace rileggerli. Amo moltissimo la Plath, Lettere alla madre e la autobiografia di Simone de Beauvoir, il romanzo “Una donna spezzata”, “Le Elegie Duinesi” di Rilke e tante/i altre autrici ed autori, sono confusa!
 
4.  Perché è nata la sua opera?
Ho scritto il libro, perché ho notato che i programmi istituzionali, quelli scolastici ed universitari sono arretrati ed hanno una impostazione maschilista del sapere, dando alle nuove generazioni una formazione non veritiera. Purtroppo ancora oggi molte sono le donne che ignorano la storia del Femminismo, la considerano di serie b, l'Università è fatta dagli uomini e le donne non riescono a ribellarsi a loro, probabilmente perché se alzassero la testa non riuscirebbero a raggiungere certi traguardi e questo mi fa molta tristezza, come in politica per esempio. Abbiamo una leader in Italia che abbia compiuto il suo cammino da sola, elaborando un proprio pensiero politico? Se una donna vale, costi quel che costi, va avanti da sola spesso pagando per la propria libertà e dignità, questo insegna la Storia.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
L’ho scritto prima.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Un modo per raccontare la realtà e divulgare il mio punto di vista, per raccontarmi, analizzarmi nella infinita ricerca di me stessa.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Moltissimo, soprattutto quando parlo del Femminismo degli anni Settanta
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
No!
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mio marito, mio grandissimo sostenitore.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
No.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Può essere un aiuto per appassionarsi alla lettura, ma preferisco il libro tradizionale con le pagine che sfogli dolcemente, accarezzandole.
 
 

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Venerdì, 20 Aprile 2018 | di @BookSprint Edizioni

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