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19 Apr
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Intervista all'autore - Paolo Barone

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Premesso, che è stata la prima volta, per me scrivere è stata una meravigliosa avventura, che si è scatenata così, parola dopo parola. Per ogni frase che ho scritto, ne avevo già il seguito nella mia mente, visualizzando nel mio immaginario ogni scenario dell'avventura. Una bellissima sensazione, aver creato qualcosa dal nulla. Per me è una bellissima emozione e spero di provocare lo stesso in ogni lettore.
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Forse nulla, forse tutto. É una storia di fantasia, anche se un minimo della realtà quotidiana ne è comunque riportata.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Una sfida con me stesso. Molte volte ho pensato di farlo, questa volta ho iniziato e finito. Un traguardo per me importantissimo nella mia vita.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Abbastanza semplice. Soprattutto perché in esso è racchiusa tutta la storia.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Amo i libri polizieschi, amo l'Italia quindi sono molto indeciso tra Camilleri e Manzini (Schiavone).
 
6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo, dopo un po’ che leggi un libro le pagine prendono il tuo odore, le pagine ingialliscono e invecchiano con te e soprattutto ti tengono caldo quando ti addormenti con un libro sul petto. Un lettore digitale soprattutto quando si spenge non ti trasmette lo stesso calore, la plastica è fredda e la mattina dopo ti svegli con un dolore sul petto.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Mai, è solo un avventura, non ho i numeri né i mezzi per diventare seriamente uno scrittore.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea nasce per caso, una mattina mi ronzavano in teste delle parole, delle scene. Ho provato a scriverle su una vecchia agenda, ho scritto molto. Brevi frasi, lunghissime idee, finche non mi sono reso conto che avevo tra le mani un storia quasi completa. Ho aperto una pagina word e non mi sono più fermato.
Un aneddoto? Mia moglie che leggendo le prime pagine mi ha fatto notare che come nella vita reale dopo qualche parola avevo cambiato il nome ai protagonisti. É più forte di me, non memorizzo i nomi. Ho il terrore di questa situazione, se qualcuno si presenta con il suo nome, bastano pochi secondi che lo dimentico, è incredibile, ma vero.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Una emozione bellissima che porterò sempre nel mio cuore. Spero che abbia sempre la stessa intensità perché ti fa stare bene.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mia moglie Cristina. L'ha letto tre volte. A lei devo tutto, ha avuto la pazienza, la forza, la tenacia di fare le correzioni, trasformando la grezzità della mia opera in un capolavoro. Lo sa già, ma io la amo!
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Passiamo tutta la nostra vita a correre da un posto all'altro, sempre di fretta, non abbiamo più tempo per fare nulla. Non ci guardiamo più neanche allo specchio per più di trenta secondi e passiamo la nostra vita imbottigliati in scatole di sardine sotto il sole su lingue grigie di asfalto (e buche), oppure su mezzi pubblici affollati e in ritardo. Accendiamo un bel libro, una bella storia che renda tutto questo più bello.

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Giovedì, 19 Aprile 2018 | di @BookSprint Edizioni

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