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30 Nov
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Intervista all'autore - Irene Foderà

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Mi è sempre piaciuto scrivere, fin da ragazza ho scritto racconti, articoli, recensioni e poesie. Spesso è stata un’esigenza il bloccare su carta degli eventi o delle emozioni, per non dimenticarli.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Il libro che ho scritto è un racconto storico pertanto è tutto reale il narrato. Parla di due miei antenati che sono vissuti in Sicilia nell’ottocento. Scrivere questo libro ha comportato studiare la storia della Sicilia e del Meridione per inserire queste figure nel loro tempo. Anche cercare le radici di alcuni fatti del passato per comprendere alcuni aspetti della nostra realtà odierna.




3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Ricostruire un passato che è stato molto dibattuto mi ha posto dinnanzi a tante domande. Ho dato il mio piccolo apporto alla conoscenza di documenti riguardanti l’unità d’Italia.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

L’ho intitolato: “L’officina della memoria: Don Michele senior e figlio”. Officina perché è nelle officine che si lavora di costruzione artigianale, ed io ho ricercato documenti antichi e libri che potessero supportarsi a vicenda. Don Michele senior è il nome del primo protagonista, padre del secondo personaggio.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Mi viene in mente un cortometraggio di fantascienza, dove un uomo, amante della lettura, si trova solo, unico sopravvissuto sulla terr, all’interno di una enorme biblioteca; è felice e ha tutto il tempo che vuole per leggere, ma gli cadono gli occhiali… In una ipotetica isola porterei qualche Camilleri di Montalbano, Sciascia dei racconti politici e poi Kafka, Tolkien….



6. E-book o cartaceo?

Io sono della generazione del libro cartaceo, amo il fascino della pagina anche stropicciata, segnata o ingiallita. Ma l’e-book è un passo avanti per molte persone, ad esempio per i dislessici, avendo dei programmi di scrittura con poche righe e poche parole per rigo, permettono di concentrarsi meglio nella comprensione del testo . E-book sono i libri che si leggono in treno o in metropolitana, tra le pause e le attese. Sono un buon incentivo alla crescita della lettura. Oggi si riesce a scaricare i libri più diversi in questo formato, in poco tempo.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Volevo dedicare uno spazio più ampio a questo mio interesse. Mi sono cercata delle pause , nel poco tempo tra insegnante, madre, moglie e nonna. Ho utilizzato spesso delle ore notturne, ed ho impiegato alcuni anni per terminare il mio libro perché le ricerche storiche richiedono il vaglio dei documenti e non sempre ti portano a dei risultati.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Nel 2010 ricorreva il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia e in Sicilia moltissimi articoli parlavano dell’ argomento e lo presentavano anche in modi diversi. Sono stata a vedere il museo del Risorgimento e la guida, un anziano professore, alla mia domanda se era opportuno fare ricerche dopo centocinquant’ anni e anche modificare delle posizioni accreditate, non mi fece finire .e disse: “Sicuramente si, e se ha da scrivere lo faccia! La storia aspetta di essere sempre meglio conosciuta. Ogni tassello è utile anche per altri tasselli.” E mi sono decisa. Così ho colto l’occasione per mettere ordine a documenti, fotografie, articoli e per ricostruire la storia che narro ormai dimenticata, per aggiungere questi episodi alla storia ufficiale.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Vedere il proprio manoscritto diventare libro è una boccata di ottimismo verso tutte le attività che si stanno intraprendendo. Un libro è un pacchetto del tuo tempo, trasformato in parole, che regali a qualcuno. Sicuramente è una buona terapia di positività.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

La prima persona a leggere il mio manoscritto ma non ancora ultimato, è stato mio figlio Andrea. Vive in Svizzera e gliel’ho mandato con un email. Aprendolo mi ha subito puntualizzato gli spazi, gli allineamenti, il carattere. Poi l’ha letto e mi ha detto: “Ottimo mamma!!!”



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non idee a riguardo.



 

 

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