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11 Giu
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Intervista all'autore - Pietro Arigò

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Quando scrivo riesco ad esprimere me stesso e provo un grande senso di libertà! Quando scrivo non penso a niente, piuttosto ascolto! Se pensi scrivi con la testa, se invece ascolti scrivi con il cuore e chi legge lo percepisce. Chi ha letto il mio libro mi ha dato come feedback proprio questo, si è sentito toccare il cuore. L'obiettivo era questo: scuotere in qualche modo le coscienze delle persone! Cosa che ritengo bellissima lo rileggono più volte, questo significa che oltre le parole il libro sprigiona anche tanta energia positiva!



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Tantissimo! In questo libro racconto le convinzioni e le paure che mi hanno accompagnato per anni! La teoria è importante fino ad un certo punto, poi ci vuole qualcosa di potente che possa dare anche gli strumenti per guidare chi legge ad una consapevolezza maggiore di se stessi per superare le proprie paure ed i propri limiti! Le esperienze sono potenti perché chi legge non solo può identificarsi con la tua storia, ma acquisisce maggior valore perché comprende che le difficoltà si possono superare! Rappresenti un esempio da poter essere imitato e credo che le persone abbiamo bisogno di questo, le parole contano fino ad un certo punto!



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

I sogni si possono realizzare! Non importa da dove si parte, è importante sapere dove si vuole andare, chiarito questo è solo una questione di tempo! Questo è l'esempio che voglio lasciare ai miei figli! C'è anche riscatto e soddisfazione personale!



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Devo ammettere che all'inizio stavo combattendo, poi ho capito che dovevo mollare la presa. Ho iniziato a scrivere a prescindere dal titolo, così un giorno si accese la lampadina e “tac...” È stata la scelta giusta perché il titolo rispecchia benissimo il testo, in più non ho scritto in funzione del titolo ma di ciò che sentivo! Anche se può apparire superfluo credo sia importante.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

“Le sette regole per avere successo” di Stephen Covey, sono particolarmente affezionato a questo libro e l'ho letto moltissime volte. Quando decisi di voler cambiare vita, mia moglie mi consigliò un libro preciso. Lo racconto anche nel mio libro, per me fu illuminante.



6. E-book o cartaceo?

Cartaceo! Preferisco il cartaceo perché mi trasmette delle sensazioni che l'e-book non mi dà! Sfogliare la pagina di un libro non è come a tenere uno smartphone in mano!



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Non so se posso definirmi uno scrittore! Scrivere per me non rappresenta un’ opportunità di carriera, ma un mezzo potente per arrivare alle persone e allo stesso tempo di potermi esprimere al massimo!



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Il mio libro è un saggio che mira allo sviluppo del potenziale umano, ricordo che in un periodo in cui io stesso non avevo ancora chiaro i miei talenti e le mie potenzialità al cento per cento, mia moglie mi disse una frase che mi colpì profondamente. In quel periodo avevo preparato per lei degli appunti perché pensavo gli potessero servire per il suo lavoro. Una sera mi disse: «guarda che non hai niente da invidiare a nessuno, leggendo i tuoi appunti ho notato che scrivi molto bene e cose molto profonde!» Quella frase fu come un martello che picchiettava nella mia testa fino a quando non decisi di scrivere il mio libro. Se mia moglie non mi avesse detto quelle parole, oggi molto probabilmente il libro non esisterebbe!



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Tanta gioia e soddisfazione, un mix di sentimenti difficili da spiegare a parole! Auguro a tutti di poter gioire attraverso le proprie realizzazioni mettendo in campo i propri talenti, è qualcosa di meraviglioso.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Ovviamente mia moglie! Abbiamo condiviso insieme questa grande soddisfazione.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Le nuove tecnologie sono molto utili per soddisfare i bisogni che emergono, però vorrei fare una considerazione. Sicuramente le nuove generazioni non troveranno difficoltà ad approcciarsi alle ultime tecnologie, i nativi digitali hanno strutture neurali più avanzate e più adatte rispetto ai nuovi approcci. Credo che le vecchie generazioni (per modo di dire), avranno maggiori difficoltà non per una questione di rigidità o nostalgia nei confronti del cartaceo, quanto come spiegavo prima, per una questione di predisposizione neurale. In più ognuno di noi entra in contatto con l'ambiente circostante attraverso i cinque sensi, c'è chi impara meglio attraverso un approccio visivo, chi attraverso il contatto e quindi con l'esperienza diretta, chi predilige un approccio uditivo, quest'ultimi sicuramente ameranno gli audiolibri, per quanto riguarda gli altri nutro un po’ di perplessità!

 

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Giovedì, 11 Giugno 2015 | di @BookSprint Edizioni

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1 COMMENTO

  • Link al commento Michael inviato da Michael

    Salve a tutti, volevo complimentarmi con l autore del libro e continuare dicendo che trasmette molta positività e suggerisce come mettersi in gioco ed Salve a tutti, volevo complimentarmi con l autore del libro e continuare dicendo che trasmette molta positività e suggerisce come mettersi in gioco ed affrontare la vita al meglio, un libro profondo che consiglio vivamente a tutti... la vita al meglio, un libro profondo che consiglio vivamente a tutti...

    Venerdì, 12 Giugno 2015 13:38

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