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31 Gen
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Il libro ipermediale

Il libro ipermediale © jannoon028

C’era una volta un libro con un principio, una fine e una storia nel mezzo. Era fatto di carta, inchiostro e parole, ma dentro c’erano persone, paesaggi, sensazioni. Bastava aprirlo e le lettere smettevano di essere segni per trasformarsi in entità pulsanti. Nessuno sapeva come fossero realmente quelle entità; tutti potevano immaginarle in libertà.
C’è questa volta il libro ipermediale. Dimenticate la sequenzialità, dimenticate la pagina uno e la parola fine. Il libro ipermediale è fatto di sintesi e non prevede percorsi obbligati.

Niente parole immaginifiche, ma foto e video. E non servirà della musica per accompagnare la lettura, perché la colonna sonora è inclusa nel prezzo. Secondo alcuni sarà questo il futuro del libro, e già si trovano in rete i primi arditi prototipi di giovani scrittori emergenti.
Gli e-reader si stanno evolvendo. Quando saranno abbastanza stabili da supportare senza problemi suoni e video da accompagnare alla lettura in modo fluido, l’ipermedialità entrerà nella letteratura per via elettronica. E c’è da scommettere che ci saranno case editrici pronte a dare l’assalto alle classifiche degli ultimi libri usciti con le armi della nuova tecnologia.
Per ora gli ebook continuano a somigliare alla carta, proprio come i primi libri a stampa somigliavano ai manoscritti. Ma gli scenari futuri offrono un ampliamento delle possibilità. Ben vengano le novità, e che a scegliere sia la dura legge del mercato. Ma il libro, quello che comincia con c’era una volta, conserverà intatto il suo fascino, perché sarà l’io lettore a rivestirne il nudo scheletro. Col suo sangue. Coi suoi sogni. Con la sua libertà.

 

 

Giovedì, 31 Gennaio 2013 | di @Carmine Morriello