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26 Apr
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La rivincita degli ultimi

La rivincita degli ultimi © Comugnero Silvana

Certe cose non cambiano. Cerchi di caffè sulla scrivania, tonnellate di appunti sui personaggi, fogli sparsi di idee, cestini pieni di geniali rivelazioni. Scrivere nonostante tutto. Di notte, al mattino pre-sto. Per anni. E sperare di ricevere almeno una risposta che sia una, righe pensate da un essere umano e non provenienti da un robot-risponditore automaticamente dispiaciuto. 

Non possiamo pubblicarla per questo motivo e per quest’altro”: basterebbe questo agli scrittori emergenti per dargli la forza di andare avanti e la possibilità di lavorare sui propri errori. E invece a volte neppure questo è concesso. E non è certo il massimo, dopo mesi di lavoro per inviare il manoscritto. Ok, vada pure a finire nel cestino o nel distruggi documenti, e che le lettere siano riciclate per rigenerarsi in altre. Ma almeno una risposta vera e autentica. Breve ma vera.

I nuovi scrittori vedeno le parole morire, urlano ma non hanno voce. Nella testa, sempre la stessa domanda: come pubblicare il mio libro? Prima che sia troppo tardi, decidono di cercare un pubblico per l’unica strada che gli è rimasta: self-publishing, scommettere su se stessi.

Fin qui nulla di nuovo. Lo hanno fatto molti esclusi poi riconosciuti come scrittori di razza; lo hanno fatto innumerevoli altri di cui non si ricorda il nome. Ma la vera sorpresa arriva quando si guardano le statistiche. Tra i libri più venduti, 27 su 100 sono autopubblicati

È la rivincita degli ultimi. Chi finora si è divertito falciando libri dall’enorme potenziale deve porsi qualche domanda. Serve a poco considerare tutto questo un fenomeno provvisorio, destinato a rien-trare nei ranghi. Si tratta invece di un terremoto dagli effetti poderosi e sul lungo periodi difficil-mente calcolabili. Di certo emerge che i lettori hanno voglia di novità, e non si accontentano di cer-care solo nelle librerie. Sondare la rete per scoprire un ottimo libro prima di altri, predirne il successo e magari contribuire ad accrescerlo tramite il web, è una sensazione che attraverso l’editoria tradizionale è difficile provare. E la caccia è sempre aperta.

Venerdì, 26 Aprile 2013 | di @Carmine Morriello