Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Logo
Stampa questa pagina
04 Feb
Vota questo articolo
(3 Voti)

Ileana Tudor e il suo "Leibesleid, Cuore Innamorato"

Ileana Tudor e il suo "Leibesleid, Cuore Innamorato" ©Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori

Quello di Ileana Tudor è un talento particolare, che trova espressione in una forma di scrittura originale. Non dev’essere stato semplice farsi largo tra gli scrittori emergenti e riuscire finalmente a entrare in una casa editrice. Eppure l’autrice ce l’ha fatta. Il suo libro è stato stampato. Liebesleid (La Compagnia della Stampa, Massetti Rodella Editori 2010) è tra i finalisti di Casa Sanremo Writers. E la sua prosa pare rompersi in cristalli di poesia.

Ileana Tudor affronta un tema molto delicato, quello delle persecuzioni contro le comunità ebraiche dell’Europa centro-orientale, dai pogrom ai giorni nostri, passando per il terribile olocausto. Ma lo fa attraverso una chiave di lettura non comune, che ai più potrebbe apparire leggera: la musica. Ma a più attenta riflessione si capisce bene che la musica, specialmente per quei popoli oppressi, senza stato, non riconosciuti, significa proclamare la propria identità, gridare in faccia al mondo la realtà della propria esistenza. E il canto diventa la più grande affermazione della volontà di vita.
Notevole la capacità dell’autrice di dar forma alle vibrazioni sonore attraverso la descrizione:

Le note scorrono dolcemente, ripartono dopo un momento di esitazione, si dissolvono in numeri magici, si spandono come le onde del mare sulla spiaggia, ritornano nel mare invadendo tutta l’acqua e scivolano tra le dita di un violinista spensierato. Le chiome degli alberi tremano, ondeggiano sotto il peso degli uccelli, i gabbiani volano e si tuffano nell’acqua e i cormorani si alzano in volo contro il tramonto. Le note volano alte nel cielo e si disperdono nel vuoto. Le foglie le ha portate via il vento, ma qualcuna è rimasta lì come il canto.

Spensierata o disperata, la musica accompagna la dura realtà delle comunità ebraiche, in un libro che si segnala come novità, e come modo nuovo di narrare.

Lunedì, 04 Febbraio 2013 | di @Carmine Morriello