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16 Dic
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Intervista all'autore - Raffaele Galantucci

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Ho sempre fatto l'operaio dall'età di 14 anni, in una ditta di impianti elettrici come il protagonista del mio romanzo. Quando è arrivato il momento della pensione avevo deciso di scrivere qualcosa per passare il tempo, ma poi sono subentrati altri interessi e quindi non riuscivo a decidermi a cominciare. Premetto che io leggo in media anche cinquanta libri l'anno, e mi è capitato di leggere cose assurde, a parere mio, racconti di vite private o di famiglia, che non interessano a nessuno o quasi. Così nel 2013 ho detto adesso provo, ed ho cominciato a immaginare che quello che stavo pensando, può succedere veramente nella vita di una persona normale, anche se come ho dichiarato è frutto della mia fantasia. Naturalmente questo genere può non piacere a tutti.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Mi piace scrivere di sera quando sono solo, con la radio accesa con la musica degli anni 60-70 con un volume basso che fa da sottofondo.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Andrea Camilleri: che ha una fantasia veramente fervida.



4. Perché è nata la sua opera?

Come ho accennato prima principalmente per passare il tempo, poi per provare a me stesso che potevo anche riuscire a raccontare qualcosa.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Direi che mi ha aiutato molto la descrizione di certe situazioni, inerenti a luoghi e ambienti che ho praticato nell'ambito del mio lavoro.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Penso che si possa dire che rispecchia tutte e due le cose.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Qualche cosa, magari dei particolari tecnici e la descrizione di qualche luogo che ho effettivamente visitato, per il resto molto poco.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

No, tanto è vero che non lo sapeva nessuno.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A mia figlia, che è rimasta sorpresa e meravigliata della storia che avevo raccontato, ed è stata lei a consigliarmi di contattare un editore.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?

Purtroppo si, perché per me il libro è di carta, mi piace sentire il suo odore mentre lo leggo e sfoglio le pagine.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Penso che sia una cosa bella ed interessante, specialmente per alcune persone.  

 

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Martedì, 16 Dicembre 2014 | di @BookSprint Edizioni