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12 Apr
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Intervista all'autore - Salvatore Stirparo

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono Salvatore Stirparo e ho 24 anni, sono cresciuto sin dalla tenera età con i miei nonni che mi hanno insegnato i valori dell'amicizia e dell'amore verso la famiglia. Sono nato a Milano, la città dove sono cresciuto e che ha fatto da cornice a molte delle mie avventure e bevute, tante bevute. Ho iniziato a scrivere quando ho iniziato a leggere romanzi fantasy, rimasi abbagliato dall'effetto che le parole trasmisero dentro il mio cuore. Fu un periodo importante e allo stesso tempo spaventoso; promisi che qualunque cosa mi avesse riservato la vita, qualsiasi ostacolo si fosse messo davanti a me, io sarei diventato uno scrittore.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

La notte, quando il mio migliore amico dorme. Non riuscirei mai e poi mai a concentrarmi sapendo che mi può chiamare in qualsiasi momento e obbligare a trascorrere del tempo con lui.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Roberto Saviano, Stephen King e Io.



4. Perché è nata la sua opera?

The “Last Guardian” non è solo un romanzo. The “Last Guardian” è un sogno che si avvera, è il risultato di notti passate a scrivere e a dannare/osannare questo mio obiettivo. Perché è nata la mia opera? È il cuore che mi ha detto cosa seguire e io non ho fatto altro che farmi condizionare, non esiste un perché specifico, non riesco a trovarlo.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Poco e nulla.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Tutte e due le cose, personalmente io ho scritto con l'intenzione di creare un universo fantasy ma con persone reali che provano le nostre emozioni, che crescono e imparano e che lottano per principi che esistono nella nostra realtà. Esiste un collegamento, un filo invisibile che unisce la storia di qualsiasi libro con noi stessi e con i nostri modi di pensare e di vivere. Il libro è un mezzo di comunicazione che ci insegna a vivere altre vite oltre la nostra.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Niente e tutto. Nessun personaggio è ispirato a me stesso e non cerco di raccontare nessun aneddoto della mia vita. Tutto, perché ci ho messo TUTTO me stesso e se qualcuno dovesse trarre qualche morale o imparare qualcosa il merito sarà solo e soltanto mio.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Il motore narrativo del romanzo è sicuramente il coraggio e mi sono ispirato a molte persone che hanno fatto molto per il paese, Roberto Saviamo in primis, che a mio parere è una delle persone più coraggiose al mondo e il suo personaggio ha anche ispirato un personaggio fondamentale del romanzo. Mi sono ispirato anche a molti film e videogiochi, cito Hideo Kojima che ha creato la serie Metal Gear Solid e che ha stuzzicato la mia voglia di creare qualcosa di più grande e complesso.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Lollo Branca, un mio caro amico. Si è rivelato essere un ottimo alleato, ha corretto adeguatamente ogni mio errore e refuso. Mi ha dato ottimi consigli dimostrando una pazienza d'acciaio; è sopravvissuto e tutti i miei orrori grammaticali.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Se la gente pensa sia comodo usufruirne allora è giusto che la compri, personalmente non lo accetterei nemmeno come regalo.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

È una cosa fantastica, ogni persona ha il diritto di vivere un libro. Colgo l'occasione per ringraziare il Team di Booksprint e Lollo.

 


 

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Mercoledì, 12 Aprile 2017 | di @BookSprint Edizioni

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