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14 Lug
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Vito, una storia da raccontare

«E a me piace raccontare la mia storia, perché è una vicenda di riscatto, di passione e voglia di vivere. Non posso cancellare gli anni di dolore che ho vissuto, ma con coraggio e determinazione sono risalite dal buio. Oggi sono finalmente sereno».

Vito Pacelli, editore BookSprint Edizioni, si racconta al settimanale Confidenze, periodico di casa Mondadori, disponibile in tutte le edicole. Il pezzo si intitola “Sono uscito dalla droga, ora i libri sono la mia gioia”, ed è firmato da Federico Toro. Come dice lo stesso Vito, «“La mia storia sembra tratta da un film o, ancora meglio, da un libro con uno splendido lieto fine. Eppure è tutto vero, non è un romanzo, anche se in effetti i libri hanno un ruolo importantissimo nella mia esistenza”».

 L’abuso di sostanze comincia a 13 anni, poco più che bambino. Hashish, superalcolici entrano nella sua vita. «Non mi sembrava, però, di esagerare finché, quando sono partito per il servizio di leva a Milano, mi sono ritrovato nel buio più assoluto. Era una realtà diversa, mi sentivo solo e spaurito, così mi sono avvicinato all'eroina e alla cocaina. Per molto tempo ho indossato una maschera con familiari e amici. Non volevo ammettere di avere un problema, credevo che si sarebbe risolto da solo. Invece, giorno dopo giorno, precipitavo in un abisso di dipendenza, angoscia e disperazione”».

La situazione non può durare. A 21 anni, a un passo dalla morte, arriva il collasso. Suo padre lo mette di fronte a una scelta, e Vito sceglie di farsi aiutare. «“Entrando in comunità, provavo solo un immenso senso di tristezza e desolazione. Subito dopo, però, mi sono ricreduto: in quel posto si respirava profondo amore. Per la prima volta, ho capito di dover lottare contro la droga, ma mi sono anche reso conto di non essere più solo. Ho iniziato un lungo percorso di recupero. Ci sono stati momenti di euforia, ma anche giorni di grande sconforto, superati con l'aiuto di tante persone che mi volevano bene. […] A San Patrignano ho lavorato sodo: mi sono dedicato prima al restauro di mobili antichi, poi nell'ufficio amministrativo. Ci sono voluti quattro lunghi anni, prima che sentissi di essere pronto a vivere la mia vera vita”».

La vera vita ha il volto di Emanuela, «“una dolcissima ragazza che ho sposato e che mi ha reso padre di due splendide bambine: Maria Concetta, oggi dodicenne, e Maria Elisa, di tre anni e mezzo”». Contemporaneamente arriva il riscatto dal punto di vista lavorativo, con una web-agency che diventa centro stampa e poi una casa editrice. «“La mia casa editrice ha preso vita nel 2010, a Romagnano al Monte, in provincia di Salerno ed è cresciuta nel tempo. Le persone che lavorano con me si dedicano tutte con impegno a questo progetto”».

«“Una storia di riscatto, passione e voglia di vivere”». Una storia da raccontare. 

 

Lunedì, 13 Aprile 2015 | di @Carmine Morriello