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09 Mag
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Intervista all'autore - Renato Bacci -

Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato a Prato, oggi città aperta al mondo. Da una piccola città che era (un piccolo paese) è divenuta multinazionale e culturale.
Influenzata dall'arte fiorentina oggi è un bacino culturale forte, ricca di giovani alla ricerca di sé stessi che sperimentano ogni declinazione d'arte. Figlio di operai di principi e valori solidi, sono cresciuto con determinazione nel rispetto di tali principi. Mi sono diplomato a Pistoia geometra e come tale ho aperto il mio studio tecnico. Ho esercitato per circa quarant'anni l'imprenditoria nel campo edile del restauro conservativo di palazzi storici e non. Sposato con Daniela, due figlie bellissime che sono l'essenza della mia vita. Credo nei valori autentici dell'esistenza: famiglia, amicizia, condivisione, rispetto, amore, fede. Liberatomi dai canoni economici ho iniziato a dare sfogo alle mie passioni: scrittura, teatro e musica che pratico con grande gioia e piacere. Scrivo testi teatrali e studio regia teatrale e attoriale presso il cantiere "obraz" al teatro il cestello di Firenze. Sono al mio secondo romanzo e vivo serenamente questa fase della mia vita.
 
Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder.
 
Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Penso che finirà presto. Non c'è piacere più grande che sfogliare un libro al suono e all'odore delle sue pagine.
 
La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Un colpo di fulmine. Mai avrei pensato di scrivere un romanzo o delle poesie.
 
Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
La necessità di essere ascoltato. In un contesto sociale dove ci stiamo chiudendo al prossimo e ci rifugiamo in noi stessi, essere ascoltati diventa predominante.
 
Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Non voglio apparire come un moralista perché non sono. È l'autenticità dei valori umani che va ritrovata per ristabilire un vero rapporto di condivisione. Utopia? non credo.
 
La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
È arrivata prepotente e inarrestabile.
 
C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Pinocchio che ritrova suo padre.
 
Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
No. Per vari motivi l'ho dovuto abbandonare ma non ho mai dubitato di portarlo a termine.
 
Il suo autore del passato preferito?
Giovanni Verga.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che sia come internet. Bisogna farne uso appropriato.

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