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06 Feb
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Intervista all'autore - Giuseppe Francaviglia

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Ho studiato a Catania, dove mi sono laureato in lettere. Successivamente son stato in Val Camonica e ho cominciato ad insegnare, quindi a Roma, dove all'insegnamento in materie letterarie alternavo lo studio in psicologia per l'interesse che ha suscitato in me la psicanalisi di Freud. A Roma sono stato affascinato dalla bellezza artistica, per cui ho visitato i vari musei, le chiese ed i siti archeologici. Ho partecipato a vari convegni, che mi hanno arricchito culturalmente e mi hanno spinto ad appuntare ogni cosa che mi appassionava.
A Roma ho conseguito la laurea in Psicologia, in seguito alla quale ho lavorato nelle scuole come consulente psicopedagogico.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Il pomeriggio.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Camilleri per la profondità dei suoi personaggi.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Perché sentivo il bisogno di mettere a punto le mie conoscenze derivanti sia dalla lettura dei classici greco-latini che dai testi di Freud e Jung. Inoltre ho avvertito il bisogno di ripercorrere le esperienze che ho vissuto nella scuola in qualità di consulente psicopedagogico, nel corso delle quali ho elaborato con i ragazzi degli psicodrammi atti a rinforzarli nell'autostima, riferendomi in particolare al coinvolgimento ed al recupero degli elementi più svantaggiati.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Molto.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Un modo per ordinare gli appunti raccolti durante la mia partecipazione a convegni, ad organizzare sinteticamente le osservazioni e lo studio dei testi classici, elaborati nelle giornate di studio.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Molto, soprattutto la passione per gli autori greco-latini e l'esperienza maturata durante la mia attività di psicopedagogista.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
No.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mia moglie.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Purtroppo, sì.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Serve ai non vedenti.
 
 
 
 
 

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