Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Logo
Stampa questa pagina
28 Set
Vota questo articolo
(0 Voti)

Intervista all'autore - Gino Ghioni

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Nato e vissuto a Caorso, dopo la maturità classica conseguita nel liceo classico di PC, mi sono laureato in chimica industriale presso l'Università di Bologna. Ho incominciato a scrivere poesie durante le scuole elementari; mi sono fermato fino all'università quando ho ripreso a scrivere poesie per mia moglie. Negli anni’80, ’90, 2000 non ho più scritto niente se non qualche verso per i familiari. La revisione di quanto scritto e la stesura di nuove poesie risalgono alla nascita di Edoardo, mio nipote, nel 2015. La decisione di pubblicare nuove poesie è di un anno fa.




2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Non ho regole: forse la sera.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Umberto Eco in alcune opere, il peggiore Umberto Eco in altre.



4. Perché è nata la sua opera?

Per il piacere che trovo nel dominare l'insieme di razionalità e sentimenti; per il piacere che trovo nel "fare"; per il piacere non solo di trasferire emozioni, ma di suscitarle.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Ho una formazione scolastica alimentata da una nonna pettinatrice.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

La poesia è realtà ed inganno è mendacium



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Molto, non tutto, ma di tutto. Il mondo continua a cambiare, io continuo a cambiare. Non esiste realtà, ma cento modi di apparire.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Mia moglie.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

La maggior parte delle poesie a mia moglie e a mia madre.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Cosa ne pensavano gli amanuensi dei primi libri stampati? La tecnologia ci può migliorare. Alcuni processi sono ineluttabili, ma a 67 anni sarò sempre un amanuense. La Vandea resiste.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Vedi sopra.

 

Acquista il Libro sul nostro ecommerce