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08 Set
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Intervista all'autore - Roberto Di Benedetto

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato e cresciuto a Torino. A 27 anni mi sono laureato in medicina, dopo di che, per qualche tempo ho svolto l’attività di medico fiscale e di medico scolastico sempre a Torino; in seguito mi sono trasferito nei pressi di Moncalvo, nel basso Monferrato ( terra di vini e tartufi), dove sono stato medico mutualista per 18 anni. Ho poi dovuto lasciare il lavoro per malattia e ritornare a Torino. Ho studiato la medicina ayurvedica e pratico regolarmente lo yoga.




2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Prima di tutto la "Divina Commedia", un capolavoro letterario di grande ispirazione spirituale. Ma va compreso passo per passo con l'aiuto di un conoscitore della lingua. Più accessibile per un adolescente è "L'autobiografia di uno yoghi", un vero insegnamento di vita.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Era inevitabile, dal momento che permette un risparmio economico. Ma bisogna stare attenti a non perdersi in una indigestione di libri mal compresi. Un libro cartaceo è per me un amico più tangibile e rassicurante.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Può nascere come un colpo di fulmine, ma, a parte certe poesie brevi e istintive, essa deve diventare un amore ponderato, dove cuore e mente lavorino in accordo.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

La convinzione che la vita sia molto di più del doloroso avvicendarsi di nascita, crescita, malattia, vecchiaia e morte di un fragile corpo di carne, ma che esista in noi una gioiosa dimensione ultraterrena che va riscoperta.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Quello di vivere in modo più "interiorizzato", cercando la verità non tanto nel mondo esterno, quanto nella propria anima, staccandosi così dai condizionamenti ambientali (parole di parenti e amici, tv, internet ecc.) spesso fuorvianti. Spiegare che dietro l'apparenza dolorosa di questo mondo c'è una gioiosa realtà che va riscoperta.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Ne ho preso coscienza pian piano, con l'idea di condividere qualche mio pensiero con il maggiore numero possibile di persone..



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Ero a pranzo da un amico, che mi disse che aveva cominciato a leggere il libro e quasi non e ne staccava più. Egli lo definì "l'imitazione di Cristo del terzo millennio".



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Sì, anche perché' l'ho scritto talvolta in condizioni proibitive (ad esempio immobilizzato in un letto di ospedale).



10. Il suo autore del passato preferito?

Hermann Hesse.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non ne ho esperienza, ma lo ritengo positivo, purché' non sia un ascolto distratto, magari mangiando o stirando o tagliandosi la barba. Un libro va letto (o ascoltato) con profonda concentrazione, lasciandosene assorbire.

 

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