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12 Dic
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Intervista all'autore - William Olivieri

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Vengo da Roccaraso, paese dove è ambientato una parte del libro, sono proprietario di un edicola e socio di un bar. Diplomato nel settore culinario alla scuola alberghiera, mi sono poi laureato come preparatore atletico alla facoltà di scienze motorie. Ho molte passioni: andare in moto, fare sport, cucinare, leggere, scrivere. Ho deciso di diventare scrittore soprattutto per una sfida con me stesso: avendo letto centinaia di libri, volevo vedere se anche io ero capace di scrivere un romanzo e questo che pubblico adesso non è altro che una prima parte di una trilogia.




2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Ogni momento è utile, appena ho un attimo di tempo scrivo. Mi rilassa molto e mi distacca da tutto.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Il mio autore preferito è Ken Follett. 



4. Perché è nata la sua opera?

Appunto per sfidare me stesso.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Tantissimo... molto di me e del contesto in cui vivo è presente nel romanzo.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Tutte e due. Quando scrivo mi distacco dalla realtà e mi rilassa, ma nel frattempo racconto parte di essa...diciamo che è un connubio di tutti e due.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Tanto...ho messo molto di me stesso nel romanzo.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Tutti i miei conoscenti.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A mia sorella.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

No, ma andrà a competere con i libri cartacei.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non lo so, non ho mai usato un audiolibro.



 

 

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