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22 Ago
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Intervista all'autore - Aiden Roy

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono un tipo solare, socievole e amo la vita come viene giorno per giorno, mi piace stare a contatto con le persone. Vengo da Candela un paesino di collina in provincia di Foggia. Per gioco ho scritto questo libro e per gioco ho voluto provare l'emozione, dopo aver letto quaranta libri e aver smesso di fumare.




2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Quando trovo il tempo libero, dopo aver aiutato i miei in campagna.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Ci sono tanti autori che mi piacciono; in questo momento amo molto la letteratura horror, i thriller, la fantascienza.



4. Perché è nata la sua opera?

Da una ricorrenza di un sogno sognato.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Il libro è frutto di un sogno, mentre le battute sono ricavate parzialmente dal contesto sociale.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

La differenza non è molta, perché la realtà è quando racconti quello che ti è successo nella vita di tutti i giorni, l'altra è spaziare nella fantasia mescolando sogno, realtà, luoghi, ecc.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Niente di me, ma solo quello che ho vissuto nei sogni e nella vita reale.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

No, però alcune giornate vissute con i miei genitori e i miei amici, mi hanno dato spunto per qualche battuta, realizzazione dei posti, luoghi, ecc.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Allo staff della BookSprint.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Secondo me si, però il cartaceo è ancora meglio, perché in fondo puoi sentire, toccare e vedere con mano il libro quando è nuovo.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Da un lato potrebbe essere bello, però dall’altro non dà la possibilità al lettore di sentire con la sua voce, immaginando e creando il suo mondo quando legge il libro che si trova in mano.



 

 

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Sabato, 22 Agosto 2015 | di @BookSprint Edizioni

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