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07 Apr
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Intervista all'autore - Paolo Nava

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Vengo da un paesino della Brianza ( Monza Brianza). Mi sono diplomato in Chimica Industriale nel lontano 1970 ed ho lavorato per 43 anni in differenti Aziende chimiche Italiane e Multinazionali. Sono diventato dirigente Industriale a soli 33 anni raggiungendo anche cariche di Consigliere Delegato in tre CdA. Sono felicemente sposato da 42 anni, padre e nonno di ben 4 nipotini maschi e scatenati. Quando ho scelto di ritirarmi definitivamente in pensione dal lavoro, ho scoperto che la vita può riservare una "nuova alba" e ho deciso di mettermi a raccontare la mia intensa vita professionale,privata e spirituale con l'obiettivo di dare ad altri preziosi consigli.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Quando i miei nipotini dormono o sono a scuola.....



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Dan Brown e Oriana Fallaci



4. Perché è nata la sua opera?

Salutando un giovane collega Dirigente al momento di lasciare il lavoro, lui mi ha detto: " Carissimo, con le esperienze vissute sul campo e le sue competenze potrebbe scrivere un libro ...." Tornando a casa e riferita a mia moglie questa battuta, lei mi ha ribadito: " Paolo, questa potrebbe essere una tua sfida da affrontare proprio anche con le tue esperienze di vita " Ho iniziato a scrivere questo libro " IL MANAGER, IL BUDDA E ...QUEL FISCHIETTO CHE NON SUONO' MAI"



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Ha influito moltissimo perchè mi sono accorto, scrivendo questo racconto autobiografico, di aver vissuto ed attraversato in prima persona anche momenti cruciali ed importanti della vita Italiana. Dal sessantotto a scuola, ai primi scioperi degli anni settanta , alla violenza delle Brigate Rosse e Prima Linea, all'omicidio Moro, agli scadali di mani-pulite, al contesto delle Multinazionali ....fino alla ricerca di nuovi valori spirituali.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Nel mio caso e' stato scrivere in maniera reale e veritiera il "film" della mia vita. Quindi un modo di raccontare la realtà nei minimi dettagli anche quelli personali, privati e di amore.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Tutto. E' stato come scrivere il libro davanti ad uno specchio.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Certamente mia moglie. Colei che alla fine di ogni capitolo si improvvisava non solo "correttore di bozze" ma spesso ispiratrice e "memoria di riserva".



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A mia moglie, alle mie figlie e ad un mio carissimo amico che mi ha "iniziato" sul percorso della via Buddista.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?

A mio parere no. La sensazione del "cartaceo", libro o giornale, è ciò che mi fa sentire "la sostanza". Senza il cartaceo è un pò come "gettare la polpa e tenere la pelle di un frutto".



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Vedi sopra.......

 

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Martedì, 07 Aprile 2015 | di @BookSprint Edizioni