Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittrice?
Mi chiamo Federica, vengo dalla Sicilia, sono una dottoressa in psicologia. Già da piccolina provavo amore per la scrittura, ricordo che scrivevo delle piccole storie di avventure.
Con il tempo, anche frequentando l'università, questo amore è diventato più forte e così ho deciso di diventare anche scrittrice.
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Nel mio tempo libero, tra i mille impegni, passo qualche ora della settimana a scrivere.
Il suo autore contemporaneo preferito?
Nicholas Sparks.
Perché è nata la sua opera?
La mia opera nasce all'interno del contesto universitario, è la mia tesi di laurea. Ho deciso di affrontare quest'argomento perché, purtroppo, oggi esiste un grande stigma relativo a questo disturbo di personalità. Non si capisce che è una vera e propria patologia.
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Non ha influito.
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Personalmente è un modo per evadere dalla realtà, nel contempo si racconta la realtà!
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
C'è l'amore che provo per la psicologia e la mia voglia di rompere lo stigma riguardo a determinate tematiche.
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
L'amore e il supporto della mia famiglia.
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Mio nonno e mio padre.
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Potrebbe esserlo, ma non c'è niente di più bello dell'odore di un libro appena comprato.
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Secondo me è una buona inventiva. Leggere però, a mio parere, consente all'immaginazione di essere più fluida.
