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28 Lug
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Intervista all'autore - Michele Tino -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Purosangue avellinese, ragazzo di strada finché non ho capito quanto era faticosa la vita da non acculturato e mi sono buttato sui libri,
laureandomi ingegnere.
scrivere, dipingere, scolpire non si decide ma viene dal proprio essere, è il bisogno di comunicare creando bellezza o suscitando curiosità
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Dopo il tramonto, specialmente quando mi accompagna mia moglie Laura, con i nostri ricordi
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Erry De Luca, Roberto Battiston, Stefano Mancuso
 
Perché è nata la sua opera?
I nipoti sollecitavano la narrazione delle mie avventure botaniche ma non trovavano mai il tempo necessario al racconto parlato tutti insieme.
scrivere è stata la soluzione
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Fondamentale è stata la vita vissuta nel liceo Colletta di Avellino che si è intrecciata con la esperienza agricola a fianco di mio nonno contadino che a sua volta aveva vissuto venti anni da emigrato a Brooklyn.
Ho lavorato in gruppi all'avanguardia nello sviluppo delle nuove tecnologie informatiche ma il legame con la terra non si è mai spezzato.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
È un modo per rimeditare la vita vissuta e ricavarne quanto può suscitare interesse nell'altro
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
È un racconto autobiografico, ma ho selezionato solo le esperienze che avevano attinenza con “le mie creature”, evitando di uscire fuori tema
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
L'incontro con il Cav. Stellato è stato per me una “trasfusione” di passione per la botanica di frontiera
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mia moglie Laura, che con la sua sensibilità e saggezza è un giudice prezioso per evitarmi le fughe e le lungaggini in cui a volte scivolo
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Il futuro della scrittura è sempre lo stesso: la CURIOSITA'.
se manca la curiosità puoi scrivere, parlare, poetizzare, cantare ma è niente
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Vale quanto detto prima.

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