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29 Mag
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Intervista all'autore - Rosa De Sanctis -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittrice?
Sono una persona che si è sentita sempre in debito. Accetto e cerco di andare incontro a qualsiasi tipo di rapporto, ma se vengo tradita nei miei ideali, mollo.
Amo la società. Vengo dal Cicolano, zona in provincia di Rieti. Ho sempre scritto. Per piacere e per sfogarmi quando ho trovato muri.
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
La mattina e in ogni momento della giornata se trovo spunti. Prendo appunti in continuazione.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Contemporaneo non ne conosco. Uno dei miei preferiti è George Orwell
 
Perché è nata la sua opera?
Perché volevo che le donne, (anche gli uomini) che subiscono violenze, non si sentissero loro inadeguate. Persone pronte a puntare il dito ce ne sono in quantità, spesso sono proprio quelle che vorrebbero la tua infelicità. Non cedere mai a ricatti, invidie, gelosie e cattiverie.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Tutto.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Tutt'e due.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Mi riconosco nel personaggio
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Si. Ugo Armati. Un giornalista che è venuto a mancare proprio all'inizio del mio primo libro.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Mio fratello
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Credo di no. Aumenterà per via della praticità, ma il cartaceo rimarrà sempre.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Non mi piace

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