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24 Mag
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Intervista all'autore -Andreina Terrinoni -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere è fondamentale per me. Evidenziare un sentimento che si ha nel cuore, è una sensazione unica, ma riuscire a suscitare un’emozione, trasmettendo agli altri qualcosa di sé, è il sogno che ogni scrittore spera di realizzare.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Trama e personaggi sono di fantasia, tuttavia c’è sempre l’impronta dell’autore in ogni libro.
Ci si cala nella parte, come degli attori, e inconsapevolmente si finisce per svelare qualcosa di sé.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
“La differenza tra un sogno e un progetto è la data” diceva Walt Disney…io partirei proprio da qui… il raggiungimento di un obiettivo, la soddisfazione di veder concretizzare un sogno nel cassetto.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stessa per deciderlo tra varie alternative?
La storia è ambientata in Provenza, un posto a me caro. Non è stata difficile la scelta del titolo.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Oltre al mio…su un’isola deserta porterei con me Brian Weiss ed il suo libro “Molte vite, molti maestri”. Il motivo è semplice… ho una profonda stima nei confronti di chi tratta tematiche delicate e lo fa in modo discreto e professionale.
 
Ebook o cartaceo?
Ebook è un grande traguardo, ma personalmente preferisco il profumo delle pagine di un libro, il fruscio della carta tra le dita. Il caro vecchio libro ha sempre il suo fascino.
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittrice?
Personalmente non ho deciso ora di diventare scrittrice, direi piuttosto che è sempre stato il mio desiderio segreto. Ognuno di noi ha una passione innata, è un po' come l’amore; ci si lascia avvolgere, senza imposizioni, con tutta l’anima. Da bambina scrivevo, spesso anche di nascosto. Vagavo con la fantasia, inventando storie che puntualmente trasferivo sulla carta.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Avevo un sogno ricorrente…una scena che descrivo nel libro. Quello è stato lo spunto.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Vedere il proprio libro prendere corpo, è fonte di grande soddisfazione.
Si cerca di trasmettere qualcosa agli altri, ma in modo particolare è un viaggio all’interno di se stessi, una sorta di autoterapia. È un po’ come mettere a nudo la propria anima.
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mio marito... ovviamente, il mio critico più severo.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
La trovo una pratica alternativa al libro, soprattutto per chi, preso dagli impegni quotidiani, spesso non riesce a trovare il momento giusto per leggere.

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