Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittrice?
Sono nata a Pescara e ci sono rimasta fino ai vent'anni, quando mi sono trasferita a Ravenna con marito e figlio e dove sono diventata titolare della cattedra di Ed. Musicale nella Scuola Media...
dopo una decina d'anni , per motivi di famiglia, mi sono trasferita a Bologna ... e dopo un'altra decina d'anni sono partita per Bruxelles, dove ho insegnato Storia della Musica presso la Scuola Europea fino al 2018.
Credo di aver visto i miei genitori con un libro in mano molto raramente...sarà successo, ma non me ne ricordo... in compenso mio padre mi ha comperato collane di libri fin dalla prima elementare, così che , già a sette anni, avevo letto tutto Verne, Salgari, e tanto altro... un piacere infinito.
All'esame di quinta elementare la maestra disse ai miei genitori che il mio bellissimo tema aveva rivelato uno stile del tutto personale, molto simile a quello di Cesare Pavese...
io non sapevo chi fosse...i miei non mostrarono un grande entusiasmo...
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
In generale al mattino presto; credo che dipenda dal fatto che il mio ritmo vitale sia stato letteralmente domato dai ritmi scolastici:
prima come alunna e poi come insegnante, sono portata ad essere più lucida ed attiva al mattino, per poi spegnermi lentamente durante la giornata...
Il suo autore contemporaneo preferito?
Elena Ferrante, Gianrico Carofiglio
Perché è nata la sua opera?
Mi sembrava mi aiutasse a mettere ordine nella mia vita.
Le storie erano già vive, occorreva solo metterle sulla carta.
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
La mia è stata una famiglia benestante.
La cultura non era il primo pensiero, ma mi è stata data la libertà e la possibilità di seguire sia gli studi classici che lo studio del Pianoforte, cosa che ha funzionato da leva al mio naturale interesse per la letteratura e per l'arte in generale.
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Credo che la scrittura sia un ponte fra una realtà e l'altra;
un ponte che lo scrittore offre al lettore affinché questo possa spingersi ad esplorare un terreno a lui sconosciuto, a conoscere una realtà altra dalla sua.
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Credo di aver usato la scrittura come una sorta di autoanalisi, dandole una valenza terapeutica... dunque immagino ci sia moltissimo di me...
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Tutti coloro che mi hanno fatto del male... mi riferisco ai cosiddetti compagni di vita... fidanzati, marito, amanti, ecc...che mi hanno costretto a scavare in me stessa e a scoprire le motivazioni del mio comportamento passivo...
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Alle amiche
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Penso proprio di sì.
Quasi tutte le persone che conosco ne sono fornite.
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Fantastico! L'ho scoperto grazie a mio figlio, durante un viaggio in macchina da Bruxelles a Bologna; dopo avermelo proposto, una volta arrivati a destinazione, a notte fonda, più di 1200 Km... sarei rimasta ancora in macchina per ascoltare la fine... era un giallo.
