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03 Gen
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Intervista all'autore - Fradora -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittrice?
Sono nata in un piccolo paesino sulle montagne abruzzesi, Salle in provincia di Pescara. Scrivere mi è sempre piaciuto, ho fin da piccola scritto il diario.
Ho sempre scritto tutto quello che mi veniva in mente. Ho tante storie iniziate da finire. Ma questo viaggio è sempre stato il mio sogno mai realizzato, anche se ho girato parecchio in vacanza. Durante il primo periodo di Covid, costretta a rimanere in casa da sola ho iniziato a vedere su Google a documentarmi sul Cammino. È nato così il racconto.

 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
La sera dopo cena. Possibilmente con la televisione accesa
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Adoro Camilleri, anche se ormai non è più fra noi
In genere amo i polizieschi dove c'è la scientifica. Amo CSI.
 
Perché è nata la sua opera?
In realtà non è il mio primo racconto. Ne ho altri iniziati. Ma è il primo che sono riuscita a terminare.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Non credo che dove sono vissuta abbia influito.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
È per me un modo di scrivere le mie fantasie.
Amo la mia vita, ma scrivendo mi immedesimo nelle mie protagoniste.
E vivo nuove avventure.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Nulla. Forse solo il fatto che sono rimasta…
Vedova
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
No, devo tutta a me stessa.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Per prima lo ha letto la mia migliore amica, domenica, poi mia figlia Veronica e infine il mio ex marito Claudio
È piaciuto a loro, e quindi mi sono decisa a cercare un editore.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Io preferisco il cartaceo…ma il futuro è dei giovani.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Non si devono mettere limiti al progresso. L'importante è leggere e aprite la mente.

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