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29 Nov
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Intervista all'autore - Vito Motta -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nato Misterbianco (CT) nel 1951, da 45 anni vivo a Valverde di Catania un magnifico paese adagiato ai piedi dell'Etna, sono sposato, padre di sei figli quattro maschi e due femmine. Nel 1983 insieme a mia moglie ci siamo convertiti alla fede Cristiana Evangelica, da allora Il Dio della pace e dell’amore ci ha concesso di avere tra di noi un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù. Sono autore di vari libri Cristiani: prima ho lavorato come responsabile tecnico dei servizi post vendita in una concessionaria di automobili, dal 2011 in pensione. Confesso che ancora oggi esito a definirmi scrittore. Se qualcuno si riferisce a me come scrittore, cerco di respingere la loro affermazione. Questo libro vuole essere un dono fraterno a tutti coloro che davvero hanno a cuore degli interrogativi e cercano davvero delle risposte, che sono impegnati nella ricerca della verità con cuore sincero.

 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
In quanto credente Cristiano, ho l’urgenza di rinnovarmi quotidianamente attraverso la lettura della Parola di Dio. È, quindi, ogni volta che ricevo l’ispirazione, dedico il tempo opportuno alla scrittura, con il proposito di portarla a conoscenza di quanti il Signore ha già aperto il loro cuore e di quanti un giorno, se Egli vorrà crederanno.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Uno autore contemporaneo da me preferito è Watchman Nee. Autore di vari libri, leader della chiesa cinese e insegnante cristiano che espletò il suo ministero predicando il Vangelo.
 
Perché è nata la sua opera?
È nata dal pensiero che alcuni uomini temono il silenzio, specialmente il silenzio di Dio, perché dà loro una visione del terribile vuoto della vita”. Quando Dio sembra non rispondere alle loro richieste di aiuto, se non hanno ben compreso il fine della loro fede c’è il rischio, di cadere nella depressione spirituale, i dubbi assillano la mente: "Dio perché non rispondi? Forse il Signore mi ha abbandonato, a che serve conoscere un Dio che nel momento del bisogno mi abbandona?"…. Questi dubbi trovano risposta solo quando, nel silenzio e nella preghiera, incontriamo Dio. Anche quando Dio sembra tacere davanti all'oppressione, l'ingiustizia o ogni altro male che tocca l'uomo, Egli non cessa di amarlo e gli viene in aiuto sempre, se l'uomo si rivolge a Lui con fiducia.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
La mia conversione a Cristo e l'ispirazione letteraria hanno un elemento in comune inscindibile: la passione per le anime in un mondo così bisognoso della grazia divina.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Come ho già menzionato prima, il mio approccio alla scrittura si basa in gran parte sulla Bibbia. Per cui, scrivere per me è sicuramente un modo per raccontare la realtà perché si fonda su Dio.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
C’è una verità che mi sta particolarmente a cuore: “maggiore è la realtà della parola di Dio nella vita degli uomini, maggiore è la capacità che si ha di rimanere saldi nelle prove”. Nel corso della mia vita, ho dovuto passare per un cammino difficile, con molte prove, e le esperienze mi hanno irrobustito ed al contempo “affinato” fino a fare di me, appunto, un testimone. Al quale Dio ha risposto, in mille modi, con una misericordia infinita. Alcune testimonianze che ho scritto nel libro sono state da me realmente vissute, e spero che attraverso il mio impegno e la mia dedizione, di cui le seguenti pagine sono irrigate, possa raggiungere, quanti sono alla ricerca della “giusta via”.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Il mio sogno nel cassetto era scrivere bene, ma mi rendo conto, molto serenamente, che non mi sono mai avvicinato, neanche lontanamente, a scrivere come avrei voluto. Per questo devo ringraziare "Gaetano Ventimiglia" un mio caro amico fraterno che adesso è con il Signore, rivelatosi fondamentale per la stesura dell'opera con la revisione del testo, rendendolo leggibile, brillante e coinvolgente. Adatto alla pubblicazione.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Finito di scrivere questo libro, qualcosa in me mi suggeriva, contrariamente alle mie perplessità, che una simile realizzazione non sarebbe stata una sciocchezza o una banalità. Perciò ho consegnato il materiale ad un certo numero di amici credenti di una Chiesa Evangelica locale di Catania di cui ne faccio parte perché lo leggessero mentre era ancora in forma di manoscritto. Ne furono commosse. E si sentirono colpite fin nel profondo. Fu allora che compresi che il libro sarebbe stato “adatto” a chiunque, e che doveva essere pubblicato.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Sicuramente costituisce l’inizio di una vera rivoluzione culturale.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
È chiaro che ci sono delle differenze tra parlato e scritto. I libri ci fanno sognare, ci fanno emozionare, quando sfogliamo le pagine ci aiutano a sviluppare la nostra immaginazione. Nel testo parlato troviamo il tono, il tempo, il ritmo del discorso parlato”. Il mio pensiero è che il buon vecchio libro cartaceo trasmette al suo lettore tante sensazioni che sono difficili da spiegare a chi non le conosce, ma estremamente concrete e condivise tra gli amanti dei libri.

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