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14 Ago
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Intervista all'autore - Antonio Miele

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere è trasportare su carta le proprie emozioni con parole e pensieri.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Questo libro è legato alla mia infanzia e agli insegnamenti ricevuti nell'educazione oggi purtroppo non più in auge ...
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Per non disperdere e dimenticare ciò che ci è stato insegnato dai nostri anziani... nella cultura e nelle tradizioni cristiane locali.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo è stata chiara sin dall'inizio... perché doveva rappresentare la continuità e il legame tra ieri e oggi.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
La scelta mi è difficile perché in un'isola deserta se ci si va per scelta sicuramente è meditativa quindi direi la Bibbia, se ci si va per amenità un libro non eccessivamente impegnativo…
 
6. Ebook o cartaceo?
Senz'altro cartaceo...anche se il moderno avanza.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
No. No. Nessuna carriera di scrittore... è stata una cosa occasionale.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Premetto che non è un romanzo. Il fatto principale che mi ha spinto a curare questa raccolta è stato quello di trovarmi a raccogliere fogli e foglietti strapazzati di queste preghiere del mio paese dopo vari cambi di parroci che non erano a conoscenza di tradizioni e cultura del posto e con i giovani sempre più lontani da quelle che erano le tradizioni millenarie.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Vedere il proprio lavoro realizzato è stata una grossa emozione perché ci lavoravo da tanto.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Più che leggere erano tanti a conoscenza della realizzazione di quest'opera.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Non disdegno il moderno... però forse non è adatto a tutte le opere.
 

 

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Martedì, 14 Agosto 2018 | di @BookSprint Edizioni