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BookSprint Edizioni Blog

20 Dic
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Intervista all'autore - Samuel Francavilla -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Per rispondere a questa domanda non nego che ho dovuto rifletterci un po’. Sono nato a Roma e mi sento romano, anche se realmente ho solo vissuto 6 dei miei 26 anni a Roma.
Sono stato spesso all’estero per motivi di studio e di lavoro, però un giorno mi piacerebbe ritornare nel luogo che considero casa. L’atto di viaggiare fin da piccolo ha acceso in me la voglia di scoprire mondi nuovi e di avventura, quindi forse ho sempre voluto creare un mondo fantastico, però solo nel 2018 ho iniziato a dar sfogo alla mia voglia di creare un mondo tutto mio dove si possono vivere avventure di ogni genere.
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
La sera. Dopo cena, specialmente durante il periodo estivo, niente mi rilassava più di scrivere con un po’ di musica lofi in sottofondo. Ricordo che scrivevo anche dalle 5 alle 10 pagine a sera.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Walter Moers mi ha ispirato molto. Leggendo “le 13 vite e mezzo del capitano orso blu” rimasi piacevolmente toccato da come raccontava i suoi mondi fittizi. Quel libro è stato senza dubbio un punto di riferimento per me, devo ringraziare mio fratello per avermelo consigliato.
 
Perché è nata la sua opera?
La mia opera nasce perché sentivo il bisogno di vivere la mia voglia di avventura ed esplorazione. Da piccolo volevo fare l’astronauta, o il pirata addirittura, sono sempre quindi stato amante dal concetto di esplorazione. Inoltre, sono anche sempre stato affascinato dai videogiochi e anime, volevo quindi creare la mia versione, la mia storia, il mio mondo. Purtroppo nel mondo moderno esistono ormai pochi luoghi inesplorati, però niente mi vietava di inventare un mondo nuovo.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Ho sempre avuto la fortuna di avere una famiglia che mi sostenesse in qualsiasi progetto io abbia deciso di intraprendere. Il fatto di avere gente che crede in me a prescindere mi ha sempre dato la consapevolezza di poter fare tutto attraverso dedizione e disciplina. Dopodiché sono anche stato fortunato a trovare amicizie e compagnie che apprezzano il mio lato da sognatore e filosofo. Se non avessi trovato tutto ciò forse avrei lasciato perdere.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Può essere entrambe le cose. È bello e divertente raccontare mondi fantastici, ma è chiaro che quei mondi sono ispirati dalla realtà. Per come la vedo io, bisogna godersi la parte di fantasia e semmai imparare qualcosa da applicare per la realtà.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Chi mi conosce probabilmente ci vedrà molto di me. Si basa molto su tante delle cose che mi hanno appassionato nel corso della mia vita, sulle mie speranze e le mie emozioni. Cose piccole come per esempio come interagiscono i personaggi tra di loro si basano anche parzialmente su come interagivo con i miei amici anni fa. Anche alcuni personaggi con cui Cloud interagisce possono ricordare delle persone che ho incontrato durante la mia vita.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
La mia famiglia in primis e poi i miei amici. Hanno sempre accompagnato questo mio progetto con entusiasmo e curiosità. Non vedo l’ora di far leggere loro la mia opera.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Credo sia stato mio padre. Mi ha detto che gli è piaciuto molto. D’altronde poteva dire il contrario?
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Il tempo avanza e lo stesso vale per la tecnologia che diventa sempre più un fattore per le nostre vite, però credo che il piacere del libro fisico non verrà mai totalmente annientato.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Senz’altro uno strumento interessante, sarà curioso vedere se diventerà prevalente nelle nostre vite come già lo sono altri metodi di narrazione

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