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BookSprint Edizioni Blog

23 Ott
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Intervista all'autore - Daniele Gazzoli -

Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato a Novara, dove ho frequentato l'Accademia di Belle Arti locale, improntata su un approccio strettamente legato al mondo digitale.
 
Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Al giorno d'oggi gli adolescenti leggo quasi solo i manga che sono una piccola parte del più ampio mercato editoriale. Consiglierei di sperimentare, perché da giovani non si può sapere quale genere, scrittore o target fa per noi. Un 14enne può scoprire di amare Tolstoj nonostante i suoi pochi anni, un 60enne può ancora intrattenersi leggendo Spider-Man.
 
Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Il mondo cambia, da sempre. I dischi in vinile sono stati soppiantati dai CD, per poi rifiorire negli ultimi anni di fruizione digitale grazie al collezionismo e alla nostalgia. So di molti che hanno provato gli eBook per tornare al cartaceo, perché la tattilità della carta da sfogliare non è come il tablet da scorrere. Sono esperienze diverse e credo che nel futuro conviveranno assieme nella vita dei lettori.
 
La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Estro creativo o lavoro ragionato? Penso siano due volti della stessa medaglia, ognuno ha le proprie modalità di scrittura. I grandi autori del passato hanno qualcosa che li spinge a scrivere, a riversare le loro emozioni, a volte la loro stessa anima che viene "consegnata" al lettore tramite i loro scritti.
 
Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Ho notato, trattando in Accademia gli argomenti del libro, che c'è tanta confusione e poca professionalità nel raccontarle le ultime novità legate all'arte digitale. Una mia compagna di corso si lamentava di come avesse provato a capire certi argomenti leggendo articoli e manuali, finendo per essere solo più confusa. Per questo ho deciso di spiegare con chiarezza il mondo dell'arte iper-contemporanea.
 
Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Al lettore direi, vista la disinformazione che c'è su certi argomenti che tratto nel libro, d'informarsi selezionando fonti professionali, anche se non è facile perché ai tempi dei social regna l'apparenza e non sempre si distingue il divulgatore da chi vuole guadagnare sfruttando una genuina curiosità.
 
La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Se non per una bella parentesi alle elementari, riguardo a un'attività che prevedeva di scrivere un racconto giallo, per il resto la Scuola mi ha sempre fatto desistere da scrivere, soprattutto per colpa delle tracce dei temi che mi sembravano per nulla accattivanti (mi ricordo dei saggi brevi sull'importanza delle finestre o delle sedie). Quindi è solo con l'Università che mi è venuta voglia di scrivere concretamente.
 
C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Dato che il mio libro tratta un argomento estremamente contemporaneo, mi sono sorpreso di scoprire certe notizie che gli organi d'informazione non citano, per esempio che la tecnologia degli NFT è altamente inquinante.
 
Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Sinceramente no, una volta che inizio non mi fermo, come se fossi vittima di una trance creativa.
 
Il suo autore del passato preferito?
Tra i tanti, il mio autore preferito è Italo Calvino. In un periodo storico incastrato nei costumi sociali bigotti e bacchettoni, racconta con libertà dando sfogo alla sua fantasia, pur riferendosi alla condizione dell'individuo del mondo moderno, privo di punti di riferimento stabili in una società troppo grande e veloce.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro è qualcosa di diverso dalla lettura. Sicuramente permette di conoscere nuove storie che non si sarebbero mai lette per mancanza di tempo o di voglia, magari viaggiando in auto. Tuttavia resta un medium passivo, al contrario della lettura che necessità di un'attenzione alta.

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