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BookSprint Edizioni Blog

21 Mar
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Intervista all'autore - Luciano Sorci -

Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato in un piccolo comune umbro chiamato Panicale che si trova in provincia di Perugia in prossimità del Lago Trasimeno. Là ho vissuto fino all'età di diciassette anni, poi mi sono trasferito a Siena ed ancora abito in questa città. Qui ho potuto terminare la scuola, crearmi una posizione e successivamente una famiglia.


 Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Senza dubbio il mio libro! Scherzi a parte consiglierei tutti quei libri che stimolano la fantasia e soprattutto la curiosità perché, senza curiosità, la mente non progredisce. Poi mi sento di suggerire anche libri, naturalmente adatti all'età dei piccoli lettori, che trattino di educazione civica, nel senso integrale della parola, e di educazione ambientale.


 

Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Questo fatto mi addolora molto perché il profumo di stampa di un libro appena uscito dalla tipografia mi ha sempre inebriato e poi, vuoi mettere la soddisfazione che ti da l'avere in casa una bella biblioteca piena di libri? Stare dietro ad uno schermo per ore ed ore, come si fa a non avere degli occhi stanchi e rossi? I libri non hanno la batteria, quindi, non si può rimanere senza corrente! Naturalmente non possiamo fermare l'inarrestabile progresso ma, almeno, lasciamo stare quello che di buono abbiamo trovato e i libri sono veramente qualcosa di buono. Poi, fra cento anni un libro si potrà ancora leggere, un eBook chissà?


 

La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Nel mio caso posso dire che ho iniziato senza alcuna intenzione di arrivare in fondo. Poi più scrivevo e più provavo piacere e questo, lo ammetto, per me è stato un divertimento che fino ad allora mi era sconosciuto.


 

Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Durante la mia vita non mi sono mai annoiato ma gli ozi casalinghi a seguito del COVID hanno contribuito, per buona parte, a farmi intraprendere a relazionare alcuni fatti del mio trascorso. Sì, dico relazionare perché non sono uno scrittore anche se durante i miei quaranta anni di lavoro ho scritto tantissimo, ma quelle erano soltanto relazioni tecniche descrittive di situazioni ambientali. Comunque oltre al COVID quello che mi ha indotto a scrivere è stato anche un increscioso fatto avvenuto nella mia famiglia di origine. Quell'accaduto lo ho percepito come una profonda ingiustizia perpetrata nei miei confronti.


 

Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Non tutti i miei racconti terminano con delle raccomandazioni per il lettore. Ma da molte storie, garantisco tutte vere, ho potuto trarre delle conclusioni che il lettore potrà, se vuole, utilizzare per prevenire i rischi che certe azioni avventate possano comportare. Poi il messaggio più importante è quello che, dopo aver toccato il fondo, nella vita si risale sempre. Mi raccomando, non perdiamo mai la speranza.


 

La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Come ho riportato in qualche parte del libro, il saper scrivere è molto importante perché, come dice il proverbio, le parole volano via, lo scritto rimane. Da piccolo, non pensavo certo che un giorno avrei scritto un libro. Anzi, se dovevo aggiungere un saluto su di una cartolina postale da inviare ad un parente lontano, per me era un dramma, stavo delle ore con quella cartolina davanti senza sapere cosa scrivere. Poi il destino, o meglio il lavoro come ho già detto, mi ha costretto a farmi fare tantissimi ma freddi rapporti scritti. Infatti, un lettore attento, da come è impostato il libro cioè dai singoli racconti, ancorché legati da un filo conduttore, riuscirà a percepire questa impronta professionale che mi ha portato a descrivere alcuni fatti della vita, come se fossero tantissime piccole relazioni tecniche.


 

C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Sì! Non so se posso chiamarlo piacere, tuttavia la nascita e la scrittura del libro, è dovuta anche ad un battibecco, quasi litigioso, con mia moglie Lia. Quando le dissi che volevo scrivere qualche riga sulla mia vita passata lei mi rispose con un quasi categorico NO! Ecco che il vero piacere lo ho ricavato dal disubbidirgli.


 

Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
No! Questo non lo ho mai pensato perché avevo tante cose da raccontare e tante ne ho ancora. Sta di fatto che ho iniziato a Natale del 2020 e a Febbraio del 2021 l'avevo terminato. Poi mi sono accorto che la fretta mi aveva indotto a compiere tanti errori e, un po' demoralizzato, lo ho tenuto per alcuni mesi nel cassetto, ma il libro era già terminato.


 

Il suo autore del passato preferito?
Onestamente non ci ho mai pensato. Da piccolo oltre che i libri classici per ragazzi, leggevo tantissimi libri gialli. In casa non c'era la televisione ed allora la lettura era un passatempo insostituibile. Mi vergogno un po', ma debbo dire che l'ultimo libro che ho letto durante qualche pausa di lavoro è stato il Nome della Rosa. Però i libri mi piacciono e negli anni ne ho comprati molti anche se poi li ho relegati negli scaffali di casa senza leggerli. In verità ne ho letti tantissimi ma solo di natura tecnico-scientifica ed attinenti alla mia professione.


 

Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Ben venga se è da considerare un ausilio per le persone che ne hanno necessità. Ascoltare è molto bello e il contenuto, se il libro è letto bene, può essere molto coinvolgente e, chiudendo gli occhi, è possibile entrare direttamente nella scena. L'importante è che non facciano impigrire troppo le persone che usano o che useranno questo nuovo sistema editoriale.

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