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20 Feb
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Intervista all'autore - Chiara Peracchio

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Abito a Pecetto, un paese della collina di Torino. Sono laureata in russo e da 15 anni insegno francese nella scuola secondaria di I grado. Madre di tre figli ormai grandi, amo viaggiare e comunicare in lingua straniera. L'idea di scrivere questo libro mi è nata per caso, in pochi giorni, durante la prima fase del lockdown.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Alla stesura di questo libro ho dedicato intere giornate, ore in cui evadevo dalle pessime notizie e viaggiavo a ritroso, come una sorta di evasione dalla realtà che ci circondava, specie all'inizio.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Ne ho parecchi; potrei dire in ambito italiano De Carlo, Oggero, Geda, d'Avenia… in ambito straniero Dostoevskij, Gogol', Paasilinna, Begaudeau, Perrin, Coetzee.
 
4. Perché è nata la sua opera?
È nata da un'esigenza, anzi da due: la prima è stata quella di occupare le giornate del primissimo periodo di lockdown per non essere sopraffatta dalla preoccupazione di due figli lontani e impossibilitata improvvisamente a raggiungerli, qualunque cosa fosse successo. Uno in Australia (20 enne da solo a zonzo per un anno prima di iscriversi all'università, l'altra appena assunta a Londra dove tuttora vive); l'altra è stata quella di rimettere ordine nei vari ricordi di viaggio in "scambio casa" degli ultimi 15 anni.
Diciamo che il lockdown mi ha dato l'occasione di mettermi a scrivere, così da occupare la mente e non avere tempo per ascoltare notizie inquietanti dai tg e crogiolarmi in pensieri negativi.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Abbastanza. Arrivo da una famiglia di laureati, quattro figli tutti laureati e abituati all'approfondimento, al senso critico e al tenersi informati e, perché no, contro-informati. Inoltre, essendo insegnante, sono abituata a leggere, ad aggiornarmi continuamente e a studiare.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Per me è stato entrambe le cose. Evadendo dall'atmosfera di pessimismo e notizie raggelanti, ho comunque raccontato la mia realtà di viaggio. Tutto nel libro corrisponde a quello che abbiamo vissuto ad ogni viaggio, dall'itinerario alle belle sensazioni che ogni luogo ed ogni persona incontrata ci trasmetteva.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Sono io al cento per cento. Senza filtri.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Mia figlia era da un po' di tempo che mi diceva "mamma, tu dovresti scrivere un libro sui nostri viaggi in scambio casa, ti ricordi troppi particolari e aneddoti"! e così, quando per cause di forza maggiore ne ho avuto il tempo, questa frase mi è risuonata in testa; poi mio marito che da subito ne è stato entusiasta e infine mio padre che è stato il primo lettore e correttore bozze. Infine gli altri due figli, che mi hanno sempre spronato e ascoltata ogni volta che finivo un capitolo.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mio padre. Uomo colto e con un buon senso critico che mi ha dato qualche dritta qua e là.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Spero di no. Gli ebook sono comodi, pratici, non ingombrano e costano meno, ma non potranno mai sostituire una bella biblioteca ben fornita e il gesto magico di sfogliare un libro o prendere appunti a matita a margine, facendo le orecchie alle pagine preferite.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che sia un'ottima alternativa alla lettura; non solo per gli audiolesi, ma anche per coloro i quali non hanno "dimestichezza" con la lettura, o per indole o per mancanza di tempo. Spesso chi passa per lavoro molto tempo in auto non ha materialmente il tempo di fermarsi a leggere e l'audiolibro, sia come passatempo sia come mezzo di formazione, rappresenta una grande opportunità di impegnare il tempo in modo proficuo.
 
 
 
 
 

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