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30 Set
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Intervista all'autore - Fernando Zanni

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
È una specie di catarsi, di liberazione, non solo intellettuale ma anche fisica. Faccio molta fatica a scrivere (mi esprimo meglio, forse, con altri linguaggi: il disegno, la scultura, le composizioni, etc.), ma poi quando rileggo quello che ho scritto mi sento felice, come un "generalista" che cerca disperatamente di trasmettere i fondamentali della vita e della natura, per quello che capisco naturalmente.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Appena laureato, con la mia compagna, biologa e professoressa di scienze, ora purtroppo deceduta, sono stato a Milano nel 1978/'79. Qui abbiamo avuto modo di accostarci all'ecologia, seguendo seminari e conferenze di Laura Conti, Enzo Tiezzi, etc., avendo per amici alcuni redattori della rivista "La Nuova Ecologia" (Enrico Ronzio, Eva Scandol). Sono esperienze indelebili. Eco-Polis è una specie di compendio per amministratori locali della cosa pubblica che si confrontano con la crisi climatica e la crisi del capitalismo consumistico, appunto, su scala territoriale.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
In una società "liquida", frammentata e disorientata, per dirla con Bauman, cerco di tracciare un sentiero di eco-sostenibilità locale, convinto che questa sia la dimensione più a portata di mano per cambiare, subito, stile di vita e fare pace con la natura. Poi, è evidente che bisogna fare i conti anche con la globalizzazione, ma qui finora hanno fallito tutti i summit e gli accordi internazionali. L'Europa è l'unica speranza, pandemie permettendo, per dare al mondo un esempio di auto-eco-organizzazione e di bio-economia!
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo "Eco-Polis" è stata semplice, quasi un "parto naturale". Le prime Linee guida, per organizzare un piano strategico locale di sviluppo sostenibile, che ho proposto nel 2012 al Comune di Teano, avevano un titolo evocativo "Teano, la città bella e del buon vivere".
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
In una ipotetica isola deserta, sarebbe meglio avere a disposizione un manuale di sopravvivenza. Non è poetico, ma Gaia (la Natura) riempirebbe tutti gli spazi e il tempo.
 
6. Ebook o cartaceo?
Personalmente, devo avere un rapporto fisico e quasi erotico con il libro. Dunque, cartaceo, ma l'e-book è ormai ineliminabile e può essere complementare, non necessariamente in conflitto.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ovviamente, non credo di poter fare la carriera di scrittore. Tra gli altri linguaggi e segni, uso la scrittura per comunicare semplicemente con i miei simili. Sento l'urgenza di amplificare il messaggio che viene, unanime, dalla scienza di una crisi climatica in atto, che prefigura una catastrofe ecologica.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Il libro nasce come evoluzione delle linee guida proposte al Comune di Teano per elaborare il suo Strumento Urbanistico (PUC) all'insegna dell'ecologia. Diventa "Eco-Polis" per meglio comunicare il contesto generale e la crisi climatica imperante. Ma confesso che una spinta notevole, da non credente, è venuta dall'enciclica "Laudato Sì" di Papa Francesco, che ci invita ad essere protagonisti dell'ecologia umana integrata.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È una bellissima esperienza, vedere un gruppo di persone (grafico, correttore di bozze, etc.) al capezzale di un manoscritto per trarne un prodotto dell'ingegno utile agli altri.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La prima persona che ha letto la bozza del libro, e che mi ha incoraggiato, è stata la mia compianta consorte, la prof.ssa Pezzullo Marisa, di grande cultura scientifica.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Sono tutte frontiere utili e complementari, se aumenta la platea dei lettori.
 
 
 
 
 

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