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14 Set
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Intervista all'autore - Caballotrifi

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Dopo un’infanzia molto “viva”, al termine degli studi, ho lavorato come comandante della Polizia Municipale del mio piccolo comune dove vivevo, poi ho lavorato come cancelliere all’ufficio del Giudice di Pace. Con una decisione precipitosa, mi sono trasferirlo a vivere per quattro anni in Argentina, occupandomi solo di cavalli che ho sempre amato. Tutt’oggi continuo ad organizzare con loro Trekkings nel mondo.
Ho sempre viaggiato alla ricerca di una maggiore stabilità di vita, sempre da solo con lo zaino sulle spalle. Avevo iniziato a scrivere un libro sul comportamento dei cavalli, appunti che mi sono stati sottratti in una rapina subita in Argentina. Ho rischiato di morire innumerevoli volte sempre uscendone “vivo”; in una giornata invernale, fredda, piovosa con l’idea di ricostruire quegli appunti che mi erano stati sottratti, mi sono ritrovato, quasi inconsciamente, a scrivere questo mio “romanzo autobiografico”...
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
In genere la notte, nel silenzio che mi circonda...
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Non ne ho, mi piace leggere a prescindere di chi lo ha scritto.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Quasi per caso, dopo una vita molto “accesa, piccante”, invitato anche da molti amici a scrivere il mio “vissuto”, ho cominciato a tirare giù degli appunti che poi si sono concretizzati con questo libro.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Tantissimo, è quello a cui mi sono ispirato .
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Nel mio caso sicuramente raccontare la realtà, ricostruirla mi ha confermato che le mie azioni, non sono poi mai state tanto “scellerate” come potevano apparire a chi non mi conosceva nel profondo.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tutto, dall’inizio alla fine, ho tralasciato solo piccoli particolari che non avrebbero comunque inciso nell’opera.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Nessuno in particolare, ciò che ho scritto è derivato solo dai fatti della mia vita.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Alle persone a cui voglio più bene, quelle che mi sono sempre state vicine e non sono molte.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Potrebbe esserlo, ma avere in mano un libro fa sempre un grande effetto.
Vederlo sul nostro “scaffale”, averlo a portata di mano è una sensazione diversa.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Potrebbe essere una via molto buona anche se io rimango dell’idea che tenerlo fra le mani e leggerlo è ben altra cosa.
 
 
 
 
 

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Sabato, 14 Settembre 2019 | di @BookSprint Edizioni

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