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02 Nov
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Intervista all'autore - Umberto Rotili

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono cresciuto a Fabriano, una città in provincia di Ancona, nelle Marche, famosa per la carta... penso che chiunque abbia disegnato sui famosi album da disegno F4! Ho studiato all'Istituto tecnico Agrario e poi mi sono iscritto alla facoltà di Chimica e Farmacia, che ho frequentato fino al terzo anno, momento in cui dopo un viaggio a Parigi per la Giornata Mondiale della Gioventù, ho deciso di entrare in seminario per diventare sacerdote, decisione che ha stupito tutti, data la mia scarsa dimestichezza con l'ambiente ecclesiastico.
Sono andato a vivere a Roma per sette anni dove ho studiato prima Filosofia, poi Teologia. Sono stati anni bellissimi, in cui ho creato legami di amicizia forti e ho vissuto esperienze uniche nella città eterna. Nel 2003 sono diventato sacerdote e adesso sono prete da 15 anni; sono molto felice della scelta e credo di aver trovato davvero la mia realizzazione completa. Ora sono tornato a Fabriano dove sono parroco della Parrocchia B.M.V. della Misercordia, una realtà grande, piena di vita e di gente che mi dà l'occasione di seguire anche la mia più grande passione, cioè il teatro, avendo tra le strutture parrocchiali proprio un teatro che è diventato in questi anni il secondo teatro cittadino, con una propria stagione, eventi e appuntamenti di tutto rispetto.
Fin da piccolo il mio più grande sogno era passare davanti a una libreria e vedere un mio libro in vetrina. Spero di poterlo realizzare presto!
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Di certo la trilogia de “Il Signore degli Anelli” come primissima esperienza di confronto con la letteratura d'autore. Tolkien rappresenta il più grande scrittore secondo me! Poi naturalmente al secondo posto c'è la saga di Harry Potter per cui ho perso la testa e la saga del Trono di Spade di cui sono innamorato.
Proseguirei con altro genere: Jules Verne, tanto per citarne uno, ma anche Agatha Christie.
Se volessimo citare un autore contemporaneo, non si potrebbe non leggere Luis Sepulveda, Dan Brown o Alessandro D'Avenia.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Io sono a favore del cartaceo, lo sono sempre stato e sempre lo sarò... l'odore delle pagine, la loro consistenza tra le mani, la piega della pagina come segnalibro, il peso di certi volumi corposi... irrinunciabile direi!
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
La scrittura è un colpo di fulmine. Io me ne sono innamorato a dieci anni quando ho scritto le mie prime storie. Ma la scrittura senza lettura, non conta nulla purtroppo... imparare da grandi autori è fondamentale!
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
La voglia di creare una storia che potesse accadere nei luoghi che conosco benissimo, la mia città, dove tutto sembra tranquillo e normale. I volti degli amici che sono divenuti personaggi del libro, le situazioni della vita che si trasformano in avventura... insomma, il genere Urban-fantasy è il mio preferito!
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Che la lotta tra il bene e il male esiste da sempre e sta a noi decidere da che parte stare; abbiamo una responsabilità personale sulle azioni che decidiamo di compiere. Questa nessuno ce la può togliere.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Come dicevo prima, ne ho preso coscienza a dieci anni, quando ho cominciato a scrivere le prime storielle. Ho iniziato da subito col genere fantasy, che a quell'epoca non era ancora definito tale... in pratica non esisteva ancora, o comunque non lo si conosceva in maniera così diffusa come oggi. Mi sono sempre piaciute le storie di magia, di poteri così grandi da muovere le sorti dell'universo, le storie di avventura che si intrecciano con le storie d'amore... insomma sono un autore fantasy-romantico...
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Di certo il momento in cui ho scritto la parola fine. Non credevo ai miei occhi... per la prima volta non erano storie, ma un romanzo vero! É stata una emozione unica quando ho realizzato che ce l'avevo fatta davvero!
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Sì... tante volte, sia per mancanza di tempo, che di idee brillanti. Mi spaventa essere scontato...
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Senza dubbio J.R.R. Tolkien, ma anche Jules Verne.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Sinceramente non ho mai provato... di certo lo ritengo uno strumento ottimo per chi non può più leggere o non riesce a vedere.
 
 

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