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BookSprint Edizioni Blog

03 Ott
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Intervista all'autore - Rita Innocenti

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Amo scrivere in qualunque momento; scrivo mentre lavoro e ho scritto molto anche per i miei studi. Mi piace fare riassunti di ogni libro che leggo appuntandoli su quaderni bianchi privi di righe o quadretti, così da poterli visualizzare a mio piacimento, come se fossero dei quadri. Mi sento felice con la penna in mano, la utilizzo come arma di difesa, come protezione, come sfogo, come rinascita.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Nel libro vi è una parte di vita vera, l'amore personalissimo che ho nei confronti di mio padre.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Durante gli ultimi giorni di malattia di mio padre, si è fatta strada in me l'idea di questo racconto. Avevo bisogno di qualcosa di bello e i personaggi danzavano nella mia mente. Vedevo la storia, l'amore travolgente e i luoghi che lo hanno visto nascere.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Dopo la morte di mio padre, un caro amico, lo ha voluto salutare con una dedica molto intensa che aveva per titolo, proprio "non dimenticherò il tango che insieme abbiamo ballato", inoltre la nostra vita è stata contornata da moltissimi balli e serate di musica. Il racconto aveva già un titolo e io ancora non lo avevo ideato...
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Senza alcun dubbio Anna Premoli. Trovo che sia una scrittrice dolce, ironica e affascinante. Ti innamori di tutto ciò che scrive la sua penna. Ogni storia d'amore è anche la tua.
 
6. Ebook o cartaceo?
Libro cartaceo per sempre. Amo sentire il profumo delle pagine e rileggere anche sei, sette volte lo stesso libro così da sapere in quale pagina vi sono quelle particolari parole, come è la punteggiatura, dove ho sottolineato ed evidenziato. Inoltre trovo un posto in casa a tutti i miei libri, sento la loro presenza.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
In realtà non mi sento una scrittrice ma avevo in testa questa storia d'amore e non ho potuto fare a meno di fargli prendere corpo. Poi una volta terminata ho pensato che avrei potuto condividerla, non senza un po’ di vergogna. Ho pensato però che lasciare qualcosa di mio, intimo, poteva essere una testimonianza di affetto nei confronti di chi è stato così determinante per me.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Papà negli ultimi giorni della sua vita, respirava a fatica. Non riuscivo più a sentire quel rumore, così, per fuggire via, la mia testa si estraniava e pensava a quanto di bello abbiamo nella vita, a come i ricordi ci possono far sopravvivere.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Quando ho inviato il mio racconto alla casa editrice non credevo che lo avrebbero preso in considerazione. Invece hanno creduto in me e mi hanno aiutata con preziosi consigli a concretizzare questo sogno. Per un attimo ho pensato che potrei scrivere ancora e che ho ancora molte cose da dire e da dare. Scrivere non è semplice; bisogna superare il timore di non piacere ed avere la forza di mettere a nudo la propria anima. In ogni testo vi è sempre un po’ di sé.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mia figlia è stata la prima persona a leggere il racconto. É stata lei che commossa mi ha chiesto di provare a pubblicarlo. Una goccia di rugiada nel nostro praticello arso dal dispiacere. Ho seguito il suo consiglio.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Mi pare una cosa bellissima che abbatte ogni tipo di barriera. Anche chi non vede oppure chi non può muoversi può godere di questa forma di arte.

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Mercoledì, 03 Ottobre 2018 | di @BookSprint Edizioni

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