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BookSprint Edizioni Blog

18 Giu
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Intervista all'autore - Laura Zona

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere per me è volare fuori dal tempo e dallo spazio, è una necessità fisica oltre che spirituale. Spesso i pensieri si affacciano di notte, mi svegliano, bussano alla mente in modo così insistente ed io non posso fare a meno di ascoltarli! Mi sono resa conto che i miei malesseri dipendevano proprio dal fatto che cercavo di far finta di niente! Ora scrivo e sto bene! Sento una libertà incredibile, sia che io abbia in mano la penna, sia che io scriva al computer.

Le storie e i loro personaggi, le idee, i sentimenti, le azioni che prendono vita attraverso la scrittura sono miei compagni di viaggio. Le storie non sono mai avulse dalla realtà, anzi, come si dice, la realtà, spesso, supera davvero la fantasia, dunque ogni storia è un pezzo di ciascuno, in una storia, tutti, in qualche modo possono ritrovarsi. Amo questo pensiero, mi fa bene, mi rende felice, perché quando scrivo non sono mai sola, è come se avessi intorno a me tanti amici che mi fanno compagnia.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
In questa storia è presente tutta la mia vita, senza falsi pudori o inutili maschere. La scelta di raccontarla, nasce da un’esigenza di condividere un percorso trasformativo, che ha cambiato completamente il mio modo di essere. Togliendo gli strati che la soffocavano, l’essenza è venuta fuori in modo prorompente, mi ha trasformata aiutandomi ad accettare pienamente quello che c’è. Tutto questo mi ha permesso di riconoscere che gli errori sono semplicemente esperienze, tappe obbligate per apprendere. A ciascuno di noi, il compito di cogliere in ogni evento un’opportunità e un’occasione per capire che non esistono vittime o carnefici, ma esseri che vivono la loro esperienza necessaria alla loro evoluzione.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Quando ti riconosci e accetti, comprendi il senso dell’esistenza, il perché dell’essere in questo viaggio straordinario, lo scopo e le mete del percorso. Il risultato è gustare la vita giorno dopo giorno, esattamente come gustare un buon bicchiere di vino, sorseggiato con calma per scoprire il profumo e il sapore che parla della terra e della passione dell’uomo.
Decidere di condividere questa esperienza è il passo successivo, poiché l’uomo è un essere sociale e si esprime attraverso le sue relazioni. Mi è sembrato un bel pensiero raccontare la mia piccola storia di umana quotidianità.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Il titolo è nato spontaneamente, era davanti ai miei occhi mentre si sviluppava la trama del racconto. Doveva chiamarsi così, non c’erano alternative. É come quando provi un paio di scarpe: le indossi e ti senti a tuo agio, come una seconda pelle; lo stesso è accaduto per il titolo, l’abito giusto per il libro.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Mi piacerebbe portare con me l’intera raccolta di poesie di Alda Merini. Amo la sua poesia, così schietta e senza falsi pudori, così straordinariamente libera. L’estrema follia può essere estrema saggezza perché rompe qualsiasi schema abituale, libera da falsi giudizi, “il matto ignora quel che sanno tutti, ma conosce quel che nessuno sa” così citano i tarocchi. Amo questo suo modo di essere stata “umana”, di aver usato parole così dirette e forti per esprimere la condizione degli uomini e delle donne nella loro tragica storia, senza mai lasciare che il dolore e le brutture potessero annientare la poesia della vita. Nelle sue poesie vincono l’amore e la bellezza, anche nel racconto del suo ruolo di donna e madre tutto travalica la disperazione. La sua poesia è un viatico per riconoscere il valore dell’esistenza e della possibilità di sublimare la sofferenza, regalandoci la capacità di cogliere l’essenza della bellezza anche nella tragedia.
 
6. Ebook o cartaceo?
Entrambi affascinanti. Amo tenere in mano un libro, nel contatto con la carta si esprime qualcosa di ancestrale, un atto d’amore più che di possesso. Una sorta di devozione per la materia che lo costituisce: dalla saggezza naturale dell’albero alla mano sapiente che lo ha lavorato.
Nell’Ebook c’è la modernità e l’evoluzione della tecnologia “al servizio dell’uomo”, non per la sua sottomissione. In entrambi, alla base, l’ideazione come espressione della creatività, la continua ricerca perseguendo il desiderio di mettersi in gioco per migliorare la vita, la necessità di trovare nuove metodologie per sfruttare al meglio il tempo e la conoscenza. Scoprire nuovi spazi in cui, attraverso la lettura, l’uomo può riconoscere la propria anima e prendersi cura di sé.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Amo scrivere da sempre! Da piccina, mi accompagnavano, ovunque io andassi, un mazzo di matite e l’album da disegno perché avevo bisogno di rappresentare ciò che vedevo. Con il tempo le parole hanno sostituito il disegno, sempre con lo stesso scopo. Adoro il profumo della grafite, è un sapore d’infanzia! Per certi versi scrivere è il mio personale modo di stare nel mondo, non potrei farne a meno. Mi piace inventare storie attingendo al mio bagaglio di esperienze e di relazioni, raccontare di me è stato come aprire il cassetto e sfogliare l’album della mia vita. Le immagini hanno cominciato a scorrere insieme ai personaggi che hanno abitato le vicende, come tanti attori su un palcoscenico desiderosi di interpretare la loro parte. Raccontare una storia, per me è un atto d’amore, che travalica tempo e spazio; ieri, oggi e domani sfumano nel qui ed ora, nella capacità di cogliere l’essenza dell’attimo, come lo scatto fotografico che immortala l’anima del soggetto.
Scrivo del mio attimo presente senza immaginare cosa accadrà domani, assaporo l’esperienza senza domandarmi se continuerò! Sono una scrittrice? Non lo so! Io "sono" le parole del momento, semplicemente!
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L’idea nasce dal testo di un video corso pubblicato nel web “Il potere dell’affettività e dell’abbraccio”, il testo per il parlato del video, rimesso nel cassetto dopo la pubblicazione dell’artefatto. Sentivo che non poteva finire così, vedevo il libro, addirittura lo immaginavo con allegato un cd contenente le registrazioni delle meditazioni realizzate appositamente. Avevo la percezione di dover andare avanti ma non riuscivo a mettere in atto l’azione. Poi un mattino leggo, su FB, l’offerta di una casa editrice sconosciuta: la possibilità di vedere stampata una copia omaggio di un proprio testo. Ci penso un attimo e decido di provare! Quando finalmente stringo in mano il libro, è come un’esplosione. Non ha niente a che vedere con quello che ho in testa, la copertina, il testo sono da rivoluzionare ma che importa! La molla è scattata: vederlo, toccarlo, sentirlo “vero”, da il via alla creatività! Inizia una febbrile attività di scrittura per rivoluzionare il testo trasformandolo in un romanzo autobiografico, scorgere il titolo che nasce dalle parole e scoprire che l’immagine è sotto i tuoi occhi, in un acquerello appeso ad una parete di casa. Il gioco è fatto e l’avventura comincia… tutto è un caso???
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Un libro è come un figlio, una creatura che metti al mondo ma che ha luce propria. Lo crei, ne curi lo sviluppo nutrendolo dei migliori pensieri e, poi, lo affidi al mondo affinché porti il tuo messaggio di vita, stimolando nuove creazioni nuove idee, rimandandoti nuove risposte, sollecitando partenze verso nuove avventure. É la consapevolezza che la vita è un cerchio che si espande all’infinito, perché i libri viaggiano come le idee, tra le mani come nella mente, su un treno o comodamente seduti in poltrona.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mio marito, il più fidato correttore di bozze nonché affidabile segugio informatico! Come essere in una botte di ferro!!!
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Affascinante per l’utilizzo della voce come forma comunicativa! Il timbro e la vibrazione della voce contengono una forza straordinaria che attinge alla frequenza dell’anima. Mi piace pensare a questa nuova interpretazione, come strumento comunicativo per tutti coloro che non possono utilizzare la lettura per svariate ragioni. In qualità di membro LAAV (Gruppi di Lettura Ad Alta Voce) mi sono trovata a leggere per i bambini in Pediatria o per malati di Alzheimer in strutture residenziali ed ho scoperto, con meraviglia, quali effetti può produrre “l’ascolto” in una persona con alterate facoltà o nei piccoli non in grado ancora di leggere. Ricordo con dolcezza le fiabe ascoltate con il mio vecchio e storico giradischi…”A mille ce n’è, nel mio cuore da narrar…”
Ho letto tantissimo anche per mio figlio… è stato bello condividere tanti libri con lui e scoprire le emozioni che un’avventura suscita in un bambino. Oggi è un adulto che ha al suo attivo due libri scritti, credo che la lettura a suo tempo abbia funzionato dando i suoi frutti! Sono convinta che l’amore per la conoscenza e per l’uomo non abbia confini e possa trovare in ogni nuovo espediente uno strumento utile per la sua espansione.

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Lunedì, 18 Giugno 2018 | di @BookSprint Edizioni

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