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13 Feb
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Intervista all'autore - Carla Girelli

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere, secondo me, è un mezzo attraverso il quale si comunica con il lettore, nella speranza sia di trasmettere emozioni sia di rafforzare la propria identità. Talvolta, infatti, il nostro Io più nascosto riusciamo a esternarlo solo attraverso la scrittura, come in un processo catartico. L'emozione che si prova non può non essere, quindi, un senso di liberazione e di comunione con i nostri veri valori.


 

2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Il mio libro, "Frammenti di Vite", ha come sottotitolo "Piccole sfumature di molteplici esistenze", quindi è evidente come al suo interno non mancano riferimenti alla mia realtà e a quella delle persone che mi circondano, mettendo in ordine il mio vissuto e sforzandomi la maggiore comprensione possibile in ciò che sta accadendo intorno a me.


 

3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Pubblicare "Frammenti di Vite" ha significato per me riprendere un lavoro di riflessione da dove era stato interrotto e porlo come base per il mio pensiero futuro.


 

4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo, "Frammenti di Vite" è stata molto spontanea, anche se c'è stato un attimo di esitazione perché è comune ad altre pubblicazioni. Credo fortemente che nessun altro titolo, seppur magari più ermetico di questo, avrebbe potuto racchiudere il significato del libro stesso.


 

5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
In un'ipotetica isola deserta, porterei con me il libro di Pirandello "Uno, nessuno e centomila", perché mi ha accompagnata nella mia formazione culturale e mi ha introdotto alla riflessione sull'individuo e sulla realtà.


 

6. Ebook o cartaceo?
Io sono un'amante del profumo dei libri. Non a caso ho scelto di svolgere il Servizio Civile all'interno della Biblioteca Comunale di Tempio Pausania. Non posso, allo stesso tempo, fermare il progresso tecnologico che, giustamente, sta prendendo piede.


 

7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Non si decide d’intraprendere la carriera di scrittore. Si scrive perché è un istinto che nasce con te. Il resto avviene tutto in maniera molto naturale, compresa la decisione d'inviare il primo manoscritto alla casa editrice, ma non c'è nulla di razionale. E' puro moto interiore emotivo.


 

8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Questo libro nasce per raccogliere in un unico opuscolo tanti racconti, o "Frammenti", scritti nel corso degli anni.

Più che un aneddoto legato alla sua scrittura, mi piace ricordare il momento in cui ho scelto la foto della copertina insieme al suo autore, Marcello Moretto. Fra tante proposte, entrambi abbiamo subito visto in quell'immagine tutta la sua potenzialità espressiva e comunicativa rispetto al mio manoscritto.

 

9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Questa è la mia terza pubblicazione, ma l'emozione che si prova a vedere il proprio libro per la prima volta in "carta e inchiostro" è un qualcosa di difficile da spiegare. E' una grande soddisfazione. Per un attimo ti senti realizzata, poi ovviamente torni alla realtà e sai che c'è ancora tanto da fare.


 

10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Essendo una raccolta di storie brevi, è capitato che l'uno o l'altro sia stato letto per primo da persone diverse. Sicuramente tutte persone a me care.


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro lo trovo un mezzo molto interessante che va assolutamente incentivato.

Talvolta mi rendo conto che utilizzo la punteggiatura proprio in previsione di una lettura ad alta voce che, secondo me, può dare un qualcosa in più a chi ne usufruisce.

 

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