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BookSprint Edizioni Blog

26 Ago
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Intervista all'autore - Andrea Pasquale

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato a Campobasso, capoluogo del Molise, terra che ultimamente ha sollevato parecchi dubbi circa la sua stessa esistenza. Fidatevi, il Molise esiste e lotta insieme a noi! Sono ivi cresciuto, ma, avendo in famiglia una consistente parte di sangue cesenate, ho anche bazzicato la Romagna a più riprese. Dopo gli studi classici, ho studiato Relazioni Internazionali dapprima a Forlì e poi a Roma, per poi incappare in dieci mesi di Erasmus in Spagna che mi hanno cambiato la vita e che hanno fatto sì che andassi in giro per il mondo a scrivere le più belle pagine della mia vita. Dopo aver studiato e lavorato in Spagna, Francia, Uruguay e Argentina, Scozia, Belgio e Giappone, sono finito in Cina dove tuttora vivo e lavoro come insegnante di italiano, spagnolo e inglese.



2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Quando ero adolescente, mi sarei cavato più volentieri un occhio piuttosto che accettare un consiglio. Ricordo che mal sopportavo i libri che i professori ci imponevano di leggere durante le vacanze estive. All'inizio di ogni anno scolastico, puntualmente ne scatenavo le ire perché, invece di portare il resoconto dei loro mattoni, raccontavo storie di guerrieri, di Jedi, di pirati e di dinosauri. E dunque potrà anche sembrare una risposta banale, ma gli consiglierei di leggere ciò che più gli piace, l'importante è che legga.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

La lettura del cartaceo è un'esperienza che stimola tutti i sensi ed è insostituibile. Spesso mi perdo ad odorare le pagine di un libro o di un fumetto, provocando anche le occhiate e i sorrisi di chi mi vede, ma per me è parte integrante della magia che scaturisce dalla lettura. Va però detto che per un viaggiatore incallito come me l'avvento dell'e-book è stato un salvavita poiché mi ha permesso di portare in giro per il mondo un'intera libreria risparmiando peso e spazio, con grande sollievo delle mie spalle martoriate. Penso che nel mondo contemporaneo ci possa essere spazio per entrambe le esperienze di lettura.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Come l'amore per una donna o un uomo, può benissimo derivare da entrambi.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Innanzitutto, mi sono divertito un mondo a scrivere questo libro, quindi direi che l'ho scritto perché mi ha fatto stare bene con me stesso durante le pause dalle lezioni e gli attimi rubati alle faccende della quotidianità. Inoltre, quando si viaggia per il mondo, si viene a contatto con così tante storie che si sente l'esigenza di condividerle in qualsiasi modo. Lo si può fare sui social, sui blog, chiacchierando con gli amici o scrivendo. Io ho scelto quest'ultima strada, non per l'arroganza di avere qualcosa da insegnare, ma semplicemente per raccontare e divertirmi.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

In un'epoca di oscurantismo come quella che stiamo vivendo, il messaggio del libro è quello di non smettere di viaggiare e di scoprire, da giovani come da adulti. Il viaggio è uno dei modi migliori con cui possiamo comprendere ed accettare culture così diverse dalla nostra come quella cinese, senza pregiudizi e senza chiudersi nel proprio guscio e nel proprio quartiere o città. In questo modo possiamo vivere storie incredibili, incontrare persone meravigliose e scendere dal nostro piedistallo poiché in fondo non siamo il centro dell'universo, ma solo uomini di passaggio in un'infinitesimale porzioncina di mondo.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Una famosa canzone diceva: "la matematica non sarà mai il mio mestiere". Ecco. Quello sono io. Ho bisogno della calcolatrice anche per fare due più due. Di contro, sono stato sempre portato per le materie letterarie e per la scrittura. A otto anni, impiegai mesi e mesi per scrivere un libro "scientifico" sui dinosauri, con tanto di foto con i modellini giocattolo in posa, tabelle e ritagli presi qua e là. In seguito, ho passato la fase degli agghiaccianti racconti adolescenziali per poi scrivere molto materiale solo per me e per il piacere di farlo.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Ogni volta che raccontavo a voce la storia dei miei primi tre mesi in Cina, la gente mi pregava di metterla su carta. È una cosa che si dice sempre, no? "Dovresti scriverci un libro". Di certo non si sarebbero aspettati che lo avrei fatto davvero.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Mai. La stesura è stata agevole e divertente, non così tanto invece la ricerca dell'editore giusto. Ma questa è un'altra storia.



10. Il suo autore del passato preferito?

Omero e la sua Iliade, che secondo me è la storia più bella mai scritta dall'uomo. Ne L'Iliade c'è tutto: epos, guerra, personaggi meravigliosi, dramma, morte, colpi di scena, amore, amicizia, sesso, eroismo, lacrime, sangue... Da piccolo passavo giornate intere a ricreare la storia de L'Iliade con i miei fidi Playmobil (anche se sorridevano quando morivano, ma vabbè, alla lunga me ne feci una ragione). Aspetto ancora Hollywood al varco perché mi faccia una trilogia su L'Iliade e, perché no, anche su L'Odissea. Ben fatte, però, eh. Senza Brad Pitt che esce dal Cavallo di Troia, per favore. Se ripenso a quella scena mi fa ancora male il cuore.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Personalmente non è un'esperienza che mi attrae, sarà anche che mi distraggo facilmente. Il libro è tutt'altra cosa, ma è un'opinione personale. Se c'è gente a cui piace l'audiolibro e lo preferisce al libro stesso, ben venga. Non facciamoci mancare la scelta.


 

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